Tra Roma e l’Atlantico. Mercanti italiani alle origini del capitalismo (secoli XV-XVI)

CICLO: Roma, l’Italia e il Mediterraneo
RELATORE: Carlo Taviani
DATA: Giovedì 10 settembre, ore 18

Roma, 1475: nei registri della dogana viene annotato il carico di una caravella portoghese. Avorio, piume di struzzo, pelli di leone, alcune scimmie e, nella stessa lista, uomini e donne provenienti dalla costa dell’Africa occidentale e registrati come merce. Nei decenni e nei secoli precedenti questi prodotti, l’oro e le persone arrivavano in Italia attraverso il Sahara e solcando poi il Mediterraneo. Nel Rinascimento invece Roma era uno dei punti di arrivo di una nuova rotta che collegava il Mediterraneo all’Atlantico e al golfo di Guinea. Dietro la notazione della dogana c’era una fitta rete commerciale: non solo i Portoghesi, ma anche gruppi di mercanti di alcune città italiane, come Genova, Firenze, Cremona, Venezia, che mettevano in contatto le corti italiane con il Nord Africa, il Sahara, l’Africa subsahariana e, di lì a poco, il Nuovo Mondo. Seguendo la storia di alcuni di questi mercanti, l’intervento ricostruisce il funzionamento di un complesso sistema commerciale e produttivo, che fu all’origine dello sviluppo del capitalismo e della tratta schiavile nell’Atlantico.