Roma sul mare: porti e traffici dello Stato pontificio

CICLO: Roma, l’Italia e il Mediterraneo
RELATORE: Paolo Calcagno
DATA: Giovedì 5 marzo, ore 18:00

Nel senso comune la storia di Roma in età moderna è prevalentemente quella del Papato, delle istituzioni pontificie, della Chiesa rinascimentale e post-tridentina nelle sue molteplici dimensioni. Se però si cambia prospettiva, pur non essendo un vero e proprio porto, Roma disponeva di due scali fluviali (Ripa Grande e Ripetta) e si trovava al centro di un sistema marittimo bicefalo, in parte tirrenico, in parte adriatico, facente capo a Civitavecchia e Ancona. Questi due centri, pur con storie diverse, collegavano lo Stato pontificio al Mediterraneo e, in una certa misura, al mondo, soprattutto nel XVIII secolo, quando si verificò un’accelerazione dei traffici globali. Per il resto, come attestano i portolani dell’epoca, la costa era “tutta spiaggia”, esposta a endemici e difficilmente controllabili contrabbandi. L’aspetto più originale e meno noto di questa vicenda è rappresentato dalla politica mercantilista della Roma pontificia, che scelse di concedere con relativa facilità la bandiera bianca con l’effigie dei santi Pietro e Paolo, anche a operatori di origine straniera: una strategia per esercitare un controllo sui traffici mediterranei, contesi da numerosi attori, a partire dai consolidati operatori del Nord Europa. 

 

Biografia

Paolo Calcagno è professore ordinario di Storia Moderna presso l’Università di Genova. Membro del Laboratorio di storia marittima e navale – Centro di ricerca “F. Braudel”, si occupa prevalentemente di porti, traffici e operatori marittimi nello spazio mediterraneo e atlantico. Fa parte di numerosi centri di studi, nazionali e internazionali, e del comitato scientifico di riviste specializzate. È condirettore della collana editoriale “Studi storici marittimi”. Autore di un centinaio di pubblicazioni, la sua ultima monografia si intitola Ponente veneziano. Il rilancio dello shipping della Serenissima (1763-1797).