Placchetta da un cofanetto con scene cortesi: tre personaggi
Bottega di Baldassarre Ubriachi Fine del XIV secolo
La placchetta raffigura tre personaggi: due giovani con un corto vestito abbottonato davanti e una donna, al centro, con abito lungo e aderente in vita. Le figure volgono lo sguardo in direzioni opposte. Lo sfondo è costituito da un paesaggio collinare con infiorescenze e alberi a ombrello dalle fronde striate. In basso, al di sopra di una modanatura liscia, due foglie sono poste ai piedi dei due giovani. Dorature sono ancora leggibili in corrispondenza delle chiome e delle scollature degli abiti; un pigmento di colore rosso, invece, si rileva negli alberi e nelle foglie.
La placchetta raffigura tre personaggi: due giovani con un corto vestito abbottonato davanti e una donna, al centro, con abito lungo e aderente in vita. Le figure volgono lo sguardo in direzioni opposte. Lo sfondo è costituito da un paesaggio collinare con infiorescenze e alberi a ombrello dalle fronde striate. In basso, al di sopra di una modanatura liscia, due foglie sono poste ai piedi dei due giovani. Dorature sono ancora leggibili in corrispondenza delle chiome e delle scollature degli abiti; un pigmento di colore rosso, invece, si rileva negli alberi e nelle foglie.
Dettagli dell’opera
Scheda di catalogo
Questa placchetta proviene dalla decorazione esterna di un forzierino caratterizzato dall’accostamento di lamelle ossee intagliate formanti un ciclo di scene galanti. Tale tecnica è tipica dei manufatti che si identificano come "embriacheschi" e che risalgono all’attività della bottega fondata prima a Firenze e poi a Venezia dal mercante fiorentino Baldassarre Ubriachi. Questo atelier, che nella sua prima fase fu diretto dal Maestro dei lavori dell’osso Giovanni di Jacopo, si era specializzato nella realizzazione di oggetti come cofanetti, altari portatili ma anche grandi cassoni e trittici, tutti contraddistinti dall’uso di lamelle in osso di mammiferi come bovini o suini polite e intagliate il cui accostamento su un supporto ligneo rendeva possibile la creazione di veri e propri cicli figurativi. I cofanetti rientrano tra i prodotti più rappresentati all’interno della copiosa produzione embriachesca e, alla luce delle loro vistose differenze stilistiche, alcune proposte sono state formulate per la loro classificazione e periodizzazione (von Schlosser 1899; Merlini 1989; Martini 1993; Tomasi 2003). La placchetta in esame per alcune peculiarità rientra nella fase più antica dell’attività della bottega di Baldassarre Ubriachi e almeno in parte ripropone alcuni stilemi tipici di un atelier attivo precedentemente a quello embriachesco che gli studi identificano come "bottega a figure inchiodate". In tale laboratorio, che prende il nome dal caratteristico fissaggio delle placchette al supporto tramite chiodi in vista, si realizzarono forzierini con gli stessi procedimenti embriacheschi ma le cui raffigurazioni pare non avessero alcuna ambizione narrativa (Merlini 1989, pp. 277-279; Davies 2014). La presenza di più di due figure nella medesima lamella ossea, le dorature in corrispondenza delle capigliature, le fronde degli alberi striate di pigmento rosso, i grandi elementi vegetali come le foglie ai piedi del giovane di sinistra, possono essere isolati come elementi tipici della bottega a figure inchiodate mutuati dall’atelier embriachesco nei sui primi anni di attività. Queste particolarità si ritrovano, tra gli altri, nel cofanetto a figure inchiodate della Pinacoteca Tosio Martinego di Brescia (Merlini 1989, p. 276, fig. 20). Sebbene risulti condivisibile la recente ipotesi di porre nello stesso torno di anni l’ultima attività della bottega a figure inchiodate e l’esordio di quella embriachesca (Davies 2014a), la placchetta in esame, pur mutuando alcuni elementi dell’atelier più antico, si allontana dalle sue stereotipate raffigurazioni introducendo un senso plastico e spaziale rinnovato. Essa infatti richiama il cofanetto, databile intorno al 1390, proveniente dalla Sainte-Chapelle di Parigi oggi conservato al Victoria and Albert Museum di Londra (Davies 2014b). Esso condivide con il frammento di Palazzo Venezia un’attenzione per gli elementi naturalistici che si riscontra negli sfondi caratterizzati da delicati tratti a punta di pennello emulanti fili d’erba. Un ennesimo confronto per la placchetta romana è costituito da un altro cofanetto dell’ambito di Baldassarre Ubriachi collocabile intorno all’ultimo decennio del XIV secolo passato in un’asta Sotheby’s (New York, 30 gennaio 2014). Tali riferimenti, quindi, porterebbero a datare l’esecuzione della lamella di Palazzo Venezia alla fine del Trecento nel contesto della bottega di Baldassarre Ubriachi.
Giampaolo Distefano
Scheda pubblicata il 12 Febbraio 2025
Stato di conservazione
Buono.
Bibliografia
von Schlosser Julius, Die Werkstatt der Embriachi in Venedig, in «Jahrbuch der Kunsthistorischen Sammlungen des Allerhöchsten Kaiserhauses», 20, 1899, pp. 220-282;
Bernardini Giorgio, Il nuovo Museo di Palazzo Venezia. Arte Bizantina - Oggetti in osso e in avorio, in «Rassegna d’arte», XVII, 1917, pp. 25-44;
Merlini Elena, La “Bottega degli Embriachi” e i cofanetti eburnei fra Trecento e Quattrocento: una proposta di classificazione, in «Arte cristiana», 76, 1989, pp. 267-282;
Martini Luciana, Alcune osservazioni sulla produzione di cofanetti "embriacheschi" e sulla loro storiografia, in Martini Luciana (a cura di), Oggetti in avorio e osso nel Museo Nazionale di Ravenna. Sec. XV-XIX, Ravenna 1993, pp. 20-34;
Tomasi Michele, Miti antichi e riti nuziali: sull’iconografia e la funzione dei cofanetti degli Embriachi, in «Iconographica», 2, 2003, pp. 126-145;
Davies, in Davies Glynn, Williamson Paul (a cura di), Medieval Ivory Carvings. 1200-1550, II, London 2014, pp. 792-793, n. 263, (Davies 2014a);
Davies, in Davies Glynn, Williamson Paul (a cura di), Medieval Ivory Carvings. 1200-1550, II, London 2014, pp. 794-799, n. 264, (Davies 2014b);
Important Old Master Paintings and Sculpture, Sotheby’s, New York, 30 gennaio 2014;
Tomasi Michele, La bottega degli Embriachi e gli oggetti in legno e osso in Italia fra Tre e Quattrocento, in Castronovo Simonetta, Crivello Fabrizio, Tomasi Michele (a cura di), Avori medievali. Collezioni del Museo Civico d’Arte Antica di Torino, Savigliano 2016, pp. 151-153;
Chiesi Benedetta, Gli Embriachi e le botteghe dell’Italia settentrionale fra Tre e Quattrocento, in Ciseri Ilaria (a cura di), Gli avori del Museo Nazionale del Bargello, Milano 2018, pp. 334-335.










