Madonna in trono con il Bambino
Scultore abruzzese Primo quarto del XIV secolo
La figura della Vergine, interamente cava, è addossata a una struttura lignea cuspidata che presenta tracce di policromia. Si tratta dei resti di un tabernacolo, forse in origine dotato di sportelli dipinti. La Vergine tiene in grembo il Bambino disposto frontalmente e abbigliato con una tunica purpurea, in origine decorata con motivi geometrici di cui restano poche tracce. La Madre, dall'espressione iconica, siede su uno scranno con un cuscino rosso e sostiene il Bambino con ambedue le mani. Indossa una tunica rossa e un mantello ormai quasi del tutto privo della policromia originale.
La figura della Vergine, interamente cava, è addossata a una struttura lignea cuspidata che presenta tracce di policromia. Si tratta dei resti di un tabernacolo, forse in origine dotato di sportelli dipinti. La Vergine tiene in grembo il Bambino disposto frontalmente e abbigliato con una tunica purpurea, in origine decorata con motivi geometrici di cui restano poche tracce. La Madre, dall'espressione iconica, siede su uno scranno con un cuscino rosso e sostiene il Bambino con ambedue le mani. Indossa una tunica rossa e un mantello ormai quasi del tutto privo della policromia originale.
Dettagli dell’opera
Scheda di catalogo
Nonostante il mediocre stato di conservazione, l'opera mostra ancora un notevole livello qualitativo. Elementi stilistici come il sottile ed elegante ductus lineare dei volti affilati e levigati e il morbido trattamento dei panneggi la collocano in relazione con il gruppo di opere attribuite al Maestro della Santa Caterina Gualino, che prende questa denominazione da una scultura già presente nella Collezione Gualino di Torino e poi nella Collezione De Carlo di Firenze. È tradizionalmente considerato di formazione umbra, ma il parere della critica non è concorde su questo punto, poiché la maggioranza delle opere a lui attribuite si trova in territorio abruzzese o da esso proviene; ma soprattutto perché il suo stile schiettamente gotico sembra essere più vicino alla produzione plastica lignea della Napoli angioina che segnò per tutto il Trecento gran parte della produzione artistica d'Abruzzo. Indiscutibile è, comunque, la somiglianza degli stilemi della scultura di Palazzo Venezia con le opere di questo Maestro, tanto da suggerire l'attendibile ipotesi di una diretta provenienza dalla sua bottega (Fachechi 2011, p. 76).
Stefania Paone
Scheda pubblicata il 12 Febbraio 2025
Stato di conservazione
Mediocre. Estese perdite di pellicola pittorica e marginali perdite di materia nei volti e nei panneggi dei personaggi.
Provenienza
Roma, Museo Artistico-Industriale, 1957.
Bibliografia
Ferrari Giulio (a cura di), Museo Artistico-Industriale di Roma. Catalogo delle Collezioni, Roma 1906, p. 30, n. 1;
Carli Enzo, Per il Maestro della Santa Caterina Gualino, in Studi in onore di Giulio Carlo Argan, 1, Roma 1984 pp. 59-69 (ripubblicato in Carli Enzo, Arte in Abruzzo, Milano 1998, pp. 65-68);
Fachechi Grazia Maria, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia. Sculture in legno, Roma 2011, pp. 75-76.










