Elmo

Ambito Negroli 1510 circa

Elmo con coppo lavorato a spigolature sventagliate dalla nuca con cresta centrale a tortiglione con foro per il cimiero. Il frontale di rinforzo ha tre cuspidi di cui la centrale si allunga fin sopra la cresta, la ventaglia è della tipologia “a mantice“ con fori di areazione solo sul lato destro. Al giro del collo presenta fori per fissare un gorgerino di maglia di ferro.

Elmo con coppo lavorato a spigolature sventagliate dalla nuca con cresta centrale a tortiglione con foro per il cimiero. Il frontale di rinforzo ha tre cuspidi di cui la centrale si allunga fin sopra la cresta, la ventaglia è della tipologia “a mantice“ con fori di areazione solo sul lato destro. Al giro del collo presenta fori per fissare un gorgerino di maglia di ferro.

Dettagli dell’opera

Denominazione: Elmo Autore: Ambito Negroli Data oggetto: 1510 circa Materiale: Acciaio Dimensioni: altezza 28 cm; larghezza 20,5 cm; peso 2918 g
Tipologia: Armi Acquisizione: 1959 Luogo: Palazzo Venezia Numero inventario principale: 12011 Altri numeri Odescalchi n. 721

Nella sua apparente semplicità questo elmo presenta caratteristiche molto importanti. Scalini (Scalini 2018, p. 134) sottolinea l'eccezionalità di quest'opera in quanto perfetto esempio di elmo di transizione tra la celata con ventaglia così come la conosciamo dall'iconografia veneta, come nel ritratto detto Gattamelata di Giorgione agli Uffizi, e i moderni elmetti cinquecenteschi. La lavorazione a spigolature rimanda all'area germanica ma non è affatto sorprendente dal momento che nei primi anni del Cinquecento la lavorazione a cannellini tedesca ebbe un tale successo che anche gli armaioli italiani iniziarono a proporre questo tipo di lavorazione sulle loro opere. A tal proposito si confronti ad esempio l'elmo conservato al Museo Stibbert di Firenze (inv. 2804). Scalini (Scalini 2018) ricorda che esistono altri esempi di elmi di transizione confrontabili a quello in esame, a Passariano a Villa Manin, al Museo Nazionale di Ravenna, a Philadelphia nella Kretzschmar von Kienbusch Collection, o quello già Harold L. Peterson (Christie's, 5 luglio 1978, lot. 176), i quali presentano però una visiera anziché una ventaglia.

Riccardo Franci

Scheda pubblicata il 12 Giugno 2025

Discreto. Superfici alterate da vecchie ossidazioni.

Collezione Odescalchi, 1959;
Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, 30 giugno 1959.

Roma, Museo Nazionale di Palazzo  Venezia, Antiche armi dal sec. IX al XVIII. Già Collezione Odescalchi, maggio-luglio 1969;
Roma, Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo; Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, Armi e potere nell’Europa del Rinascimento, 26 luglio-11 novembre 2018.

di Carpegna Nolfo (a cura di), Antiche armi dal sec. IX al XVIII. Già Collezione Odescalchi, catalogo della mostra (Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, maggio-luglio 1969), con schede a cura del curatore, Roma 1969, p. 10, n. 34;
di Carpegna Nolfo, Le armi Odescalchi, Roma 1976, p. 10;
Scalini, in Scalini Mario (a cura di), Armi e potere nell’Europa del Rinascimento, catalogo della mostra (Roma, Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo; Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, 26 luglio-11 novembre 2018), Cinisello Balsamo 2018, n. IV.11, p. 134.

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