Cristo morto con tre dolenti
Orazio Borgianni 1612-1615
L’opera rappresenta il momento del compianto sul Cristo morto, appena deposto dalla croce. Al centro della scena il corpo straziato di Gesù circondato dalle figure della Vergine, sul lato sinistro, di san Giovanni Evangelista e della Maddalena, che cela il proprio volto allo spettatore, sulla destra. La luce si propaga dal corpo di Gesù e dona drammatica intensità alla tela. Il dipinto, di cui sono note più versioni, è considerato autografo di Orazio Borgianni, ed è riconducibile agli ultimi anni della sua attività.
L’opera rappresenta il momento del compianto sul Cristo morto, appena deposto dalla croce. Al centro della scena il corpo straziato di Gesù circondato dalle figure della Vergine, sul lato sinistro, di san Giovanni Evangelista e della Maddalena, che cela il proprio volto allo spettatore, sulla destra. La luce si propaga dal corpo di Gesù e dona drammatica intensità alla tela. Il dipinto, di cui sono note più versioni, è considerato autografo di Orazio Borgianni, ed è riconducibile agli ultimi anni della sua attività.
Dettagli dell’opera
Scheda di catalogo
L’opera rappresenta il compianto sul corpo straziato di Gesù, appena deposto dalla croce, circondato dalle figure della Vergine, di san Giovanni Evangelista e della Maddalena.
La tela era stata registrata come opera del Pomarancio, negli inventari delle raccolte del cardinale Tommaso Ruffo, nunzio apostolico di Ferrara e di Bologna, che doveva averla acquistata a Roma nella prima metà del XVIII secolo, senza specificare se il riferimento fosse a Niccolò Circignani, ad Antonio Circignani o a Cristoforo Roncalli, tutti soprannominati allo stesso modo (De Angelis 2013, pp. 191, 212 nn. 166, 168). Lascito nel 1919 del principe don Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara alla Galleria Nazionale di Arte Antica, il dipinto entrava a far parte del Museo Nazionale di Palazzo Venezia dopo la Seconda guerra mondiale.
Questa redazione del soggetto, "dolorosamente patetica" (Facchinetti 2006, p. 83), più volte affrontata da Orazio Borgianni (1574-1616), esposta come autografa alla Mostra della pittura italiana del Seicento e del Settecento organizzata a Firenze nel 1922, fu giudicata da Roberto Longhi (1961, I, p. 496) copia della versione entrata nella propria collezione, oggi conservata presso la Fondazione Roberto Longhi a Firenze. Tale parere veniva ribadito una ventina d'anni dopo dallo studioso (Longhi 1943, p. 43: "copia del mio originale"), seguito da Federico Zeri (1955, p. 6).
Diversamente, pur ricordando le diverse versioni note di questa composizione con le tre figure di dolenti, Antonino Santangelo (1947, p. 46) considerava la tela autografa di Orazio Borgianni, proposta rilanciata da Harold Wethey (1964, p. 158), e Alfred Moir (1967, I, p. 47) e riargomentata da Gianni Papi (1993, pp. 133, 137).
Dal momento che sia la tela in esame sia quella della Fondazione Longhi corrispondono alla stampa di Borgianni con il medesimo soggetto, firmata e datata 1615, quest'ultima rappresenta un verosimile termine ante quem per l'esecuzione di entrambe (Papi 2020, p. 126). La stampa è dedicata a Francisco de Castro, e su questa base Marco Gallo (1997, pp. 108, 112-113) ha supposto che l'ambasciatore spagnolo a Roma fosse il committente del dipinto conservato alla Fondazione Longhi, poi replicato da Borgianni nella versione di Palazzo Venezia, da ritenersi "secondo originale del pittore" (Papi 1993, p. 137). In tal caso l'esecuzione del dipinto sarebbe successiva alla importante commissione rivolta da Francisco de Castro a Borgianni per la pala con San Carlo visita gli appestati (1612-1613) già nella chiesa di Sant'Adriano al Foro e oggi nella Curia Generalizia dell'Ordine della Mercede (Papi 2020, pp. 116-119, n. 13).
Tra gli esemplari noti della stessa composizione, ma senza la figura di Maddalena, si segnalano quello della Galleria Spada di Roma, quello della collezione Koelliker, e l’affresco nella sacrestia della chiesa romana di San Salvatore in Lauro.
L'invenzione del Cristo giacente mostrato con un ripido scorcio dal basso è stata collegata dalla critica alla conoscenza del Cristo morto di Mantegna, documentato nel 1603 nella collezione di Pietro Aldobrandini a Roma e oggi a Brera (D'Onofrio 1964, p. 207), a partire da Voss (1924, p. 465), seguito da Zeri (1954, p. 44), e da Gallo (1997, pp. 107-113); Gianni Papi (2020, p. 126) ha indicato come ulteriore spunto iconografico il Cristo morto fra la Carità e la Giustizia di Lelio Orsi della Galleria Estense di Modena, elegante prototipo manierista reinterpretato da Borgianni in chiave di aggressivo naturalismo.
Maria Giulia Cervelli
Scheda pubblicata il 16 Ottobre 2025
Stato di conservazione
Buono.
Provenienza
Roma, Collezione del cardinale Tommaso Ruffo, fino al 1753;
Roma, Collezione del principe Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara, fino al 1919;
Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, dal 1919.
Esposizioni
Firenze, Palazzo Pitti, Mostra della pittura italiana del Seicento e del Settecento, marzo-ottobre 1922.
Fonti e documenti
Inventario del cardinale Tommaso Ruffo (21 febbraio 1753) stilato da Sebastiano Conca e Giovanni Sorbi, Archivio di Stato di Roma, 30 Notai Capitolini, vol. 3818, f. 382r: "Altro di simil misura rappresentante il Signore morto con tre figure del Pomaranci, sc. 100" (De Angelis 2010, p. 69).
Bibliografia
Tarchiani Nello, Mostra della pittura italiana del Seicento e del Settecento, 1922, p. 42, n. 138;
Voss Hermann, Die Malerei des Barock in Rom, Berlin 1924;
Longhi Roberto, Ultimi studi sul Caravaggio e la sua cerchia, in «Proporzioni», 1, 1943, pp. 5-63;
Santangelo Antonino (a cura di), Museo di Palazzo Venezia. Catalogo. 1. Dipinti, Roma 1947, p. 46;
Zeri Federico (a cura di), Catalogo del Gabinetto Fotografico Nazionale. 3. I dipinti del Museo di Palazzo Venezia in Roma, Roma 1955;
Longhi Roberto, Scritti giovanili 1912-1922, Firenze 1961, I, pp. 111-124, 493-512;
D’Onofrio Cesare, Inventario dei dipinti del cardinal Pietro Aldobrandini compilato da G. B. Agucchi nel 1603, in «Palatino», 8, 1964, pp. 15-20, 158-162, 202-211;
Wethey Harold, Orazio Borgianni in Italy and Spain, in «The Burlington Magazine», 106, 1964, pp. 147-150;
Moir Alfred, The Italian Followers of Caravaggio, 2 voll., Cambridge 1967;
Papi Gianni, Orazio Borgianni, Soncino 1993;
Gallo Marco, Orazio Borgianni pittore romano (1574-1616), Roma 1997;
Facchinetti Simone, Il Cristo morto, un caso di fortuna storica, in Facchinetti Simone, Uccelli Alessandro (a cura di), I Mantegna di Brera, Milano 2006, pp. 75-93;
Sconci Maria Selene, Orazio Borgianni “Cristo morto con tre dolenti”, in Barberini Maria Giulia, Sconci Maria Selene (a cura di), Guida al Museo Nazionale di Palazzo Venezia, Roma 2009, p. 35;
De Angelis Maria Antonietta, I dipinti del cardinale Tommaso Ruffo (1653-1753). La quadreria di un alto prelato nella Roma del Settecento, in Debenedetti Elisa (a cura di), Collezionisti, disegnatori e pittori dell’Arcadia del purismo, 2, Roma 2010, pp. 53-92;
De Angelis Maria Antonietta, L’ultimo soggiorno a Roma del cardinale Tommaso Ruffo (1738-1753), in Pavone Mario Alberto (a cura di), Il collezionismo del cardinale Tommaso Ruffo tra Ferrara e Roma, Roma 2013, pp. 171-212;
Papi Gianni (a cura di), Orazio Borgianni. Un genio inquieto nella Roma di Caravaggio, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Barberini, 6 marzo-1 novembre 2020), Milano 2020.










