Cristo dinanzi a Caifa

Da Gerrit Honthorst XVII secolo

Il dipinto raffigura l'episodio della Passione in cui Cristo, subito dopo il suo arresto, viene condotto dinnanzi al sommo sacerdote Caifa, che ne sollecita la condanna a morte. La scena è ambientata di notte, in un interno rischiarato soltanto dalla luce della candela che illumina i volti di Cristo, di Caifa e dei due scribi alle sue spalle. Si tratta di una copia del celebre dipinto di Gerrit van Honthorst (Utrecht, 1592-1656), noto come Gherardo delle Notti, oggi alla National Gallery di Londra (inv. NG3679), eseguito al tempo del suo soggiorno a Roma nel secondo decennio del Seicento.

Il dipinto raffigura l'episodio della Passione in cui Cristo, subito dopo il suo arresto, viene condotto dinnanzi al sommo sacerdote Caifa, che ne sollecita la condanna a morte. La scena è ambientata di notte, in un interno rischiarato soltanto dalla luce della candela che illumina i volti di Cristo, di Caifa e dei due scribi alle sue spalle. Si tratta di una copia del celebre dipinto di Gerrit van Honthorst (Utrecht, 1592-1656), noto come Gherardo delle Notti, oggi alla National Gallery di Londra (inv. NG3679), eseguito al tempo del suo soggiorno a Roma nel secondo decennio del Seicento.

Dettagli dell’opera

Denominazione: Cristo dinanzi a Caifa Autore: Da Gerrit Honthorst Data oggetto: XVII secolo Materiale: Tela Tecnica: Olio su tela Dimensioni: altezza 225 cm; larghezza 175 cm
Tipologia: Dipinti Luogo: Palazzo Venezia Numero inventario principale: Senza numero di inventario

Il dipinto rappresenta l’episodio della Passione (Mt 26, 57; Mc, 14, 53-65; Gv 11, 49) in cui Cristo, dopo essere stato arrestato, viene condotto dinnanzi al sommo sacerdote Caifa per subire il giudizio del Sinedrio alla presenza di due testimoni. L’intera scena è illuminata dalla sola luce della candela posta sul tavolo del sacerdote impegnato a interrogare Gesù. La tela in esame è una copia del celebre dipinto eseguito durante la permanenza a Roma avvenuta all'incirca tra il 1610 e la primavera 1620 (Papi 2012, p. 366) dl pittore di Utrecht Gerrit van Honthorst (1592-1656), detto Gherardo delle Notti proprio perché prediligeva le ambientazione notturne; l'originale (cm 272 x 183) è oggi alla National Gallery di Londra (inv. NG3679). L’opera fu realizzata per il marchese Vincenzo Giustiniani e viene datata tra 1615 e 1617 (Papi 2000, pp. 136-137; Judson, Ekkart 1999, p. 10; Brown 2001, p. 314, n. D.15). La tela di Londra è una efficacissima dimostrazione delle doti riconosciute al pittore olandese dal marchese Giustiniani, suo protettore e committente (Megna 2003, pp. 94-99), che lo elogiava per la capacità di "dare il lume conveniente al colore di ciascheduna parte", così che "l'occhio resti sodisfatto dell'unione del chiaro e scuro senza alterazione del proprio colore" (Giustiniani 1981, p. 44). Questa capacità, caratteristica soprattutto dei pittori fiamminghi, era per Giustiniani qualcosa di diverso dai "lumi propri e veri" di Caravaggio, di cui pure Honthorst aveva studiato a Roma le opere, come garantisce la prima prova documentata del pittore olandese, e cioè un disegno firmato e datato 1616 dalla Crocifissione di San Pietro di Merisi nella cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo (Oslo, Nasjonalmuseet, inv. NG.K&H.B. 15597). La ricerca sul lume artificiale condotta da Honthorst nel quadro già Giustiniani è stata spiegata dalla critica con la conoscenza di opere notturne di Jacopo Bassano e di Tintoretto acquisita a Venezia (Müller Hofstede 1987, p. 14; Judson, Ekkart 1999, pp. 10-11) o individuando un modello nel dipinto di Luca Cambiaso con lo stesso soggetto, pure a lume di notte e pure allora in collezione Giustiniani e oggi all’Accademia Linguistica di Belle Arti di Genova (Papi 2000, p. 136). La fama del dipinto di Honthorst, registrato da Sandrart che nel 1628 lo aveva visto a Roma in collezione Giustiniani (Sandrart 1675, II, p. 303), è attestata dall'elevatissimo numero di copie coeve, di cui almeno due pubbliche, quelle nella sagrestia di Santa Croce in Gerusalemme (Hoogewerff 1924, p. 10; oggi non più rintracciabile in situ) e nella sagrestia di Sant'Andrea della Valle. Tra le oltre venti derivazioni pittoriche note agli studi, non è da escludere che l'esemplare del Museo di Palazzo Venezia, di cui si ignorano le vicende di provenienza, coincida con una delle copie attestate nella bibliografia come di ubicazione ignota (Judson, Ekkart 1999, pp. 80-81). La versione in esame, che traduce il prototipo (o forse una delle sue migliori copie) con molte semplificazioni e con una condotta pittorica appiattita, può essere considerata di fattura ancora seicentesca.

Maria Giulia Cervelli

Scheda pubblicata il 16 Ottobre 2025

Compromesso.

von Sandrart Joachim, L’Academia Todesca della Architectura, Scultura et Pittura, oder Teutsche Academie der edlen Bau-, Bild- und Mahlerey-Künste, 2 voll. (I, Erster Theil, in 3 libri; II, Zweyter Theil), Nürnberg, bey Johann-Philipp Miltenberger, 1675;
Hoogewerff Godefridus J., Gherardo delle Notti, 28 riproduzioni con testo e catalogo, Roma 1924;
Giustiniani Vincenzo, Discorsi sulle arti e sui mestieri, Banti Anna (a cura di), Firenze 1981;
Müller Hofstede Justus, Artificial Light in Honthorst and Terbrugghen, in Rüdiger Klessmann (a cura di), Hendrick ter Brugghen und die Nachfolger Caravaggios in Holland, Braunschweig 1987, pp. 13-44;
Judson J. Richard, Ekkart Rudolf E.O., Gerrit van Honthorst, 1592-1656, Doornspijk 1999;
Papi Gianni, Gherardo delle notti. Gerrit Honthorst in Italia, Soncino 2000;
Brown, in Danesi Squarzina Silvia (a cura di), Caravaggio e i Giustiniani. Toccar con mano una collezione del Seicento, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Giustiniani, 26 gennaio-15 maggio 2001; Berlino, Altes Museum, 15 giugno-9 settembre 2001), Milano 2001;
Megna Tommaso, Gherardo delle Notti a Roma: le commissioni pubbliche, il "patronage" Giustiniani e nuovi elementi documentari, in Cappelletti Francesca (a cura di), Decorazione e collezionismo a Roma nel Seicento. Vicende di artisti, committenti, mercanti, Roma 2003, pp. 87-100;
Papi Gianni, Fiamminghi e olandesi a Roma, in Vodret Rossella (a cura di), Roma al tempo di Caravaggio, catalogo della mostra (Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, 16 novembre 2011-5 febbraio 2012), 2 voll., Milano 2012, I, pp. 364-379.

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