Coppia di coniugi
Jacob Gerritsz Cuyp 1643
Le due tele, che raffigurano una coppia di coniugi, sono attribuite a Jacob Gerritsz Cuyp, celebre ritrattista della prima metà del XVII secolo, membro di un’importante famiglia di pittori attiva nella città di Dordrecht, nei Paesi Bassi.
Le due tele, che raffigurano una coppia di coniugi, sono attribuite a Jacob Gerritsz Cuyp, celebre ritrattista della prima metà del XVII secolo, membro di un’importante famiglia di pittori attiva nella città di Dordrecht, nei Paesi Bassi.
Dettagli dell’opera
(b) Ritratto di vecchia coniuge: altezza cm 72, larghezza cm 56, 5,(misure senza cornice).
Scheda di catalogo
I due dipinti raffigurano una coppia di coniugi dall’identità sconosciuta. Le due opere giunsero al Museo Nazionale di Palazzo Venezia grazie alla donazione della Collezione Ruffo di Bagnara, formata dal cardinale Tommaso Ruffo, sempre attento e curioso nei confronti delle testimonianze pittoriche cinque-seicentesche, non solamente emiliane (fu vescovo di Ferrara e legato pontificio di Ferrara e di Bologna) o italiane, ma anche di artisti stranieri, con particolare attenzione ai pittori fiamminghi (Lorizzo 2013; e vedi qui la scheda relativa all'opera di Giuseppe Maria Crespi, inv. 876). A De Angelis (2010) e a Lorizzo (2013) si deve l’identificazione delle due tavole coi "due ritratti da testa rappresentanti un vecchio, et una vecchia in tavola di Rubens stimati prezzo l’uno da [Agostino] Masucci, sc. 140" all’interno dell’inventario della collezione redatto alla morte del cardinale (1753; De Angelis 2010, pp. 74, 83 nota 206; De Angelis 2013, pp. 211-212 nota 165). I dipinti compaiono nella perizia della Collezione Ruffo eseguita a Roma il 22 giugno 1909 da Erulo Eroli e Roberto Bompiani (nn. 3-4; per il documento vedi Battista 2005, pp. 75-76 doc. 1), che giudicarono "di prim’ordine e per epoca e per scuola" il ritratto maschile a discapito del femminile. Il 15 maggio 1915 la collezione e la biblioteca Ruffo furono donati allo Stato: i due dipinti entrarono come "scuola fiamminga" (nn. 18-19; per il documento vedi Battista 2005, p. 78 doc. 3). Entrambi i ritratti presentano ancora la spessa cornice originale bicroma, ai cui angoli inferiori si nota il finto cartiglio con la scritta "Lascito Ruffo Bagnara".
Jacob Gerritsz Cuyp (1594-1651/1652), insieme al padre Gerrit Gerritsz, al fratello Benjamin e al più noto figlio Aelbert, proviene da una famiglia di pittori documentata a Dordrecht (Veth 1884; Veth 1888; Michel 1892) come protagonista dell’ambiente artistico cittadino lungo tutto il XVII secolo (Veerman, Groot, Gelder 1978). La sua formazione avvenne probabilmente a Utrecht presso la bottega di Abraham Bloemaert, ma egli visse gran parte della sua vita a Dordrecht, dove divenne famoso per i suoi dipinti di storia, di paesaggio, per scene di genere (Chong 2010) e, a partire dagli anni venti, soprattutto per i ritratti: generalmente a mezzo busto su sfondo neutro, spesso realizzati con un uomo in controparte a una donna (Londra, Collezione Johnny van Haeften; Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuningen), queste opere di Cuyp si caratterizzano per una cromia sempre volontariamente giocata tra i toni del bianco delle gorgiere e dei copricapi a contrasto con il nero e il grigio delle vesti, come anche per una indubbia sensibilità alla introspezione dei soggetti raffigurati (Blankert 1982; Ekkart 2002), appartenenti ai "self-satisfied Dutch burghers", "painted with sober objectivity […] in their elegant costumes" (Bernt 1970, p. 29). I sapienti giochi di luci e ombre, visibili in particolar modo nei volti degli effigiati, mostrano un’influenza caravaggesca, probabilmente filtrata dalla corrente olandese ispirata dal pittore italiano (Ter Brugghen e i cosiddetti “caravaggeschi di Utrecht”, Paarlberg 2002). Sebbene Santangelo (1947) riferisse che "l’attribuzione al Cuyp è la tradizionale", trovando immediata conferma da parte di Hermanin (1948) e Zeri (1955), i due ritratti non sono inclusi negli studi critici sul pittore, neppure nella sua monografia più recente (Rudi 2002).
Mariaceleste Di Meo
Scheda pubblicata il 16 Ottobre 2025
Stato di conservazione
Ottimo.
Restauri e analisi
1992: puliture.
Provenienza
Lascito del principe don Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara, 1915-1919, Elenco 1915, nn. 18-19;
Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, 1915-1919.
Fonti e documenti
Perizia della Collezione Ruffo, 22 giugno 1909, Roma, Erulo Eroli e Roberto Bompiani: "3* 'Ritratto di Gentiluomo Fiammingo' Pittura della fine del 1500, tavola ad olio (in tre pezzi) della misura di m. 0,73 x m. 0,58. Conservazione ottima, quadro di prim’ordine e per epoca e per scuola […]; 4* 'Ritratto di Gentil Donna' Pendant del suddetto, della stessa epoca, e dello stesso autore, pure ad olio su tavola in tre pezzi e della stessa misura. Però risultando la pittura meno importante […]";
Lascito della Collezione Ruffo, 15 maggio 1915: "18. Quadro a olio su tavola rappresentante Ritratto di vecchia di scuola fiamminga sec. XVII. […] 19. Quadro a olio su tavola rappresentante Ritratto di vecchio di scuola fiamminga sec. XVII".
Bibliografia
Veth G.H., Aelbert Cuyp, Jacob Gerritsz Cuyp en Benjamin Cuyp, in «Oud-Holland», 2, 1884, pp. 233-290;
Veth, G. H., Aanteekeningen Omtrent Eenige Dordrechtsche Schilders, in «Oud Holland», 6, 1888, pp. 129-148;
Michel Émile, Les Cuyp, 1, une famille d’artistes hollandais, in «Gazette des beaux-arts», 7, 1892, pp. 5-23;
Museo di Palazzo Venezia. Catalogo. 1. Dipinti, Santangelo Antonino (a cura di), Roma 1947, p. 45, figg. 56-57;
Hermanin Federico, Il palazzo di Venezia, Roma 1948, p. 246;
Catalogo del Gabinetto Fotografico Nazionale. 3. I dipinti del Museo di Palazzo Venezia in Roma, Zeri Federico (a cura di), Roma 1955, p. 6 nn. 37-38;
Bernt Walther, The Netherlandish Painters of the Seventeenth Century, I, London-New York 1970, p. 29:
Veerman Willem, Groot J.M. de, Gelder Jan Gerrit van, Aelbert Cuyp en Zijn Familie: Schilders Te Dordrecht, catalogo della mostra (Dordrechts, Museo di Dordrecht, 12 novembre 1977-8 gennaio 1978), Dordrechts 1978;
Blankert Albert, Cuyp (los), pintores holandeses, Jacob Gerritsz, in Laclotte Michel (a cura di), Diccionario Larousse de la Pintura, IX, Madrid 1982, p. 224;
Paarlberg Sander, Wy hadden byna vergeten den braven Dordrechtse Konstschilder Jacob Gerretze Cuyp…, in Paarlberg Sander (a cura di), Jacob Gerritsz. Cuyp (1594-1652), Dordrecht 2002, pp. 11-23;
Ekkart Rudi, Jacob Gerritsz. Cuyp als portretschilder, in Paarlberg Sander (a cura di), Jacob Gerritsz. Cuyp (1594-1652), Dordrecht 2002, pp. 25-43;
Battista Stefania, La collezione Ruffo di Bagnara: alcuni documenti inediti, in Pavone Mario A., Giannone Antonio L. (a cura di), Percorsi d’arte, tra vestigia dei Messapi, il collezionismo dei Ruffo e l’evoluzione pittorica di Mino Delle Site, Salerno 2005, pp. 65-78;
De Angelis Maria Antonietta, I dipinti del cardinale Tommaso Ruffo (1663-1753): la quadreria di un alto prelato nella Roma del Settecento, in Debenedetti Elisa (a cura di), Collezionisti, disegnatori e pittori dall’Arcadia al Purismo, II, Roma, 2010, pp. 53-92, nota 206;
Chong Alan, Jacob Gerritsz Cuyp, Problems of Collaboration, in «The Rijksmuseum bulletin», 58, 2010, 2, pp. 162-171;
De Angelis Maria Antonietta, L’ultimo soggiorno a Roma del cardinale Tommaso Ruffo (1738-1753), in Pavone Mario Alberto (a cura di), Il collezionismo del cardinale Tommaso Ruffo tra Ferrara e Roma, Roma 2013, pp. 171-212, nota 165;
Lorizzo Loredana, "Di pennello oltramontano": tedeschi, francesi e fiamminghi nella collezione del cardinale Tommaso Ruffo, in Pavone Mario Alberto (a cura di), Il collezionismo del cardinale Tommaso Ruffo tra Ferrara e Roma, Roma 2013, pp. 121-131.










