Un ambiente vasto e maestoso rievoca fatti e racconta persone vissute nell’arco di oltre cinque secoli
La sala venne fatta costruire da Pietro Barbo, subito dopo la sua elezione a papa con il nome Paolo II (1464-1471) come sala di rappresentanza: l’obiettivo era ampliare e abbellire il proprio palazzo cardinalizio fino a trasformarlo in una residenza alternativa al Vaticano.
Il nome con il quale è tuttora conosciuta si deve a un planisfero, in origine collocato al centro della parete occidentale e oggi perduto. Riferito alla committenza dello stesso Paolo II e dunque al cartografo veneziano Girolamo Bellavista, documentato a Roma durante il suo pontificato, esso invece fu commissionato dopo la sua morte dal cardinale Marco Barbo (1420-1491): questi nel 1489 si rivolse addirittura a Lorenzo il Magnifico (1449-1492), signore di Firenze, per recuperare carte geografiche più aggiornate da usare come modello.










