L’opera

La Madonna col Bambino nell'atto di benedire è assisa su un maestoso trono ligneo riccamente intarsiato, dietro il quale si affacciano sette angeli intenti a cantare e a suonare il liuto mentre altri due fanno capolino dai braccioli. Attorno al gruppo principale si dispongono quattro figure sacre: san Giovanni Battista e san Nicola da Bari in posizione eretta sulla pedana del trono, san Fortunato e san Michele arcangelo invece inginocchiati sul pavimento in marmi policromi.

L’autore del dipinto è Giovanni Angelo d'Antonio da Bolognola, documentato dal 1443 e morto tra il 1478 e il 1481. L’artista eseguì l’opera nella prima metà degli anni quaranta del XV secolo con un linguaggio figurativo indebitato con la pittura fiorentina contemporanea, in particolare con la produzione di Filippo Lippi: il volto e l’aureola del san Michele in primo piano sono simili a quelli dell’arcangelo Gabriele nell’Annunciazione Martelli in San Lorenzo a Firenze; le semplificazioni prismatiche dei panneggi sono debitrici di quelle visibili nella citata Annunciazione e nell’Incoronazione della Vergine in Sant’Ambrogio. 

Appare poi impressionante la somiglianza del san Nicola da Bari con il san Gregorio Magno della Madonna del pergolato che un altro importante, più anziano maestro camerte, Giovanni Boccati, aveva dipinto a Perugia nel 1447, pure guardando alle opere coeve di Filippo Lippi. 

Tra il 1443 e il 1451 sono attestati stretti contatti di Giovanni Angelo con Giovanni di Cosimo de’ Medici. Risulta che il pittore, in compagnia di Boccati, si recò più volte a Firenze nella prima metà del quinto decennio, risiedendo proprio nelle vecchie case dei Medici in via Larga.