Lo stato di conservazione

 Il supporto materico della statua è costituito da travertino, una roccia sedimentaria calcarea porosa, caratterizzata dalla tipica struttura vacuolare e da una colorazione dalle tonalità calde. La lastra che reca l’iscrizione è in marmo.

Nel loro insieme, i due manufatti, ciascuno caratterizzato da specifiche criticità, mostravano un livello di degrado significativo, tale da imporre interventi mirati di conservazione e restauro.

Dall’analisi preliminare è emerso che le superfici hanno subito alterazioni riconducibili a diverse fenomenologie: fattori fisici, quali l'azione erosiva degli agenti atmosferici e le tensioni meccaniche da escursione termica; fattori chimici, legati all'interazione con inquinanti atmosferici (solfatazione da anidride solforosa, cloruri e nitrati); biodeterioramento, causato dalla colonizzazione di microrganismi e depositi organici (guano); e infine fattori antropici, identificabili in precedenti manutenzioni improprie, integrazioni incongrue e lacune.

Pertanto, le superfici erano interessate dalla presenza di depositi superficiali parzialmente coerenti e aderenti quali polvere, smog, guano, ecc.

L’intera superficie della statua era ricoperta da uno strato di colore, colato anche sull’iscrizione, compatibile con la tinta della nicchia, e in vari punti erano presenti tracce di malta cementizia e vere e proprie mutilazioni, mancava il dito indice di entrambe le mani. Era evidente l’alterazione cromatica dovuta alla percolazione di acqua, all’annerimento delle zone non esposte al dilavamento, alle sovrapposizioni di tinteggiature incongrue, fattori che compromettevano la corretta lettura dell'opera.

Eleonora Bologna Provinciali, Maria Rosaria Coppetti, Alessia Dessì

01 05