La battaglia di Marciano (conosciuta nella storia anche come battaglia di Scannagallo), combattuta il 2 agosto 1554 nei pressi di Marciano della Chiana, in provincia di Arezzo, rappresentò uno degli eventi decisivi nella guerra tra il Ducato di Firenze guidato da Cosimo I de’ Medici e la coalizione franco-senese sostenuta dagli esuli fiorentini. Lo scontro segnò la definitiva affermazione della potenza medicea in Toscana e aprì la strada alla conquista della Repubblica di Siena.
Dopo la conquista di Firenze e il consolidamento del suo potere, Cosimo I aveva progressivamente ampliato le proprie ambizioni politiche. Il suo obiettivo era ottenere un ruolo dominante nell’Italia centrale e soprattutto controllare Siena e il territorio circostante, area strategica per i commerci, le comunicazioni e gli equilibri militari della Toscana. La situazione si complicò quando Siena, nel 1552, si ribellò al controllo imperiale e si alleò con la Francia, diventando il principale centro della resistenza contro i Medici.
Nel 1554 Cosimo I organizzò una grande spedizione militare per riconquistare Siena. L’esercito mediceo, sostenuto dagli imperiali di Carlo V, era comandato dal condottiero Gian Giacomo de’ Medici, marchese di Marignano, mentre le forze senesi-francesi erano guidate da Piero Strozzi, esponente della potente famiglia fiorentina degli oppositori dei Medici, e dal comandante francese Blaise de Lasseran-Massencôme, signore di Termes.
La guerra fu lunga e difficile: l’esercito di Cosimo pose sotto assedio Siena, mentre gli avversari cercavano di rompere l’accerchiamento con operazioni militari nelle campagne toscane. Piero Strozzi riuscì inizialmente a portare la guerra vicino ai confini del territorio fiorentino, arrivando fino alla Valdinievole e alle porte di Prato, nel tentativo di costringere Cosimo a interrompere l’assedio. Tuttavia, il duca mantenne la sua strategia e affidò al Marignano il compito di affrontare definitivamente le forze nemiche.
Lo scontro decisivo avvenne a Scannagallo: l’esercito mediceo-imperiale, meglio organizzato e superiore per disciplina, riuscì a sconfiggere duramente le truppe franco-senesi. La vittoria fu determinata dalla migliore coordinazione militare del Marignano, dall’efficace uso della fanteria e dalla capacità di sfruttare il terreno. Le perdite furono pesanti per gli avversari e lo stesso Piero Strozzi fu costretto alla fuga.
La sconfitta di Scannagallo ebbe conseguenze fondamentali: eliminò la principale minaccia militare contro Cosimo I, indebolì definitivamente la resistenza senese e lasciò Siena isolata. Dopo mesi di assedio, la città si arrese il 17 aprile 1555. Alcuni anni più tardi, nel 1557, Siena entrò stabilmente nei domini medicei, permettendo a Cosimo di creare uno Stato toscano più ampio e compatto.
La battaglia di Marciano fu quindi molto più di una vittoria militare: rappresentò il momento in cui Cosimo I trasformò il suo ducato da potenza regionale a Stato territoriale stabile, ponendo le basi per la nascita del Granducato di Toscana.










