Le ragioni della mostra - Roma in moneta

Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna nasce da una convinzione: ogni manufatto umano complesso è capace di raccontare il mondo che lo ha prodotto. Quando viene interrogato attraverso prospettive differenti e complementari – storiche, economiche, sociali e artistiche –, quando viene cioè interpretato in termini interdisciplinari, un oggetto cessa di essere una semplice testimonianza materiale e diventa una chiave di accesso a una realtà molto più ampia: può parlare delle persone che lo hanno ideato, di quelle che lo hanno usato o semplicemente visto e toccato, delle istituzioni che ne hanno regolato la produzione, dei valori, delle credenze e delle aspirazioni di una società. 

Come in una sorta di macchina del tempo, esso può restituire la propria epoca nella sua complessità. In questa mostra, tra i vari tipi possibili di manufatti, si è optato in favore della moneta. Pochi oggetti concentrano una simile pluralità di significati e di funzioni. Nata per misurare il valore dei beni e regolare gli scambi, la moneta è al tempo stesso figlia ed espressione di un’autorità politica, religiosa o economica, che rende esplicita se stessa attraverso testi, numeri o immagini campiti su una o su entrambe le facce, e in rari casi, anche sul bordo. In questo modo ogni moneta reca impressi e rende visibili rapporti di potere, gerarchie, appartenenze, credenze religiose, aspirazioni collettive e forme dell’autorappresentazione. 

A differenza di molti altri manufatti, inoltre, la moneta è concepita per circolare: passa di mano in mano, attraversa territori, supera confini politici e culturali, raggiunge individui appartenenti ai più diversi contesti sociali. Proprio questa straordinaria capacità di diffusione ne ha fatto, per oltre due millenni, uno dei più efficaci strumenti di comunicazione elaborati dalle società umane. Le immagini e le iscrizioni impresse sul metallo, oltre a registrare una realtà, contribuiscono a costruirla, legittimando poteri, consolidando identità, trasmettendo valori e modelli culturali. 

La moneta si colloca perciò al crocevia di molteplici dimensioni dell’esperienza umana: economia e politica, arte, religione e comunicazione visiva. Ogni emissione monetaria registra una particolare configurazione di questi elementi e la restituisce in forma sintetica, condensata, immediatamente riconoscibile. Interrogare una moneta significa interrogare un mondo. Questo tipo di approccio sembra particolarmente valido per raccontare la storia di città di lunga durata e contraddistinte da una significativa continuità nella monetazione, come Firenze, Parigi, Londra o Bisanzio/Istanbul, solo per citarne alcune fra le molte possibili. In questa sede la scelta è caduta su Roma, pagando tributo sia alla straordinaria ricchezza e stratificazione del suo patrimonio storico-culturale, sia alla sua lunga, anzi lunghissima relazione con la produzione monetaria. 

Dai primi esemplari realizzati in età repubblicana fino all’euro, la moneta accompagna infatti l’intera vicenda della città, attraverso mutamenti politici, istituzionali e religiosi di rara profondità. Nel corso di oltre ventitré secoli Roma è stata capitale di una monarchia, di una repubblica, di un impero, dello Stato della Chiesa, del Regno d’Italia e della Repubblica italiana; oggi è la capitale di uno Stato pienamente inserito nel progetto europeo. A ciascuna di queste stagioni storiche corrispondono immagini, simboli e messaggi differenti affidati alle monete, che ne conservano ancora oggi la memoria. 

Osservata nel suo sviluppo di lungo periodo, la monetazione restituisce così una prospettiva privilegiata sulle trasformazioni di Roma e sul modo in cui essa ha progressivamente definito e ridefinito la propria identità. L’esposizione Roma in moneta utilizza dunque questi oggetti di metallo come chiavi di lettura per ricostruire alcuni momenti fondamentali della storia della città. Attraverso di esse il visitatore è invitato a entrare in contatto con gli uomini e le donne che l’hanno abitata, con le autorità che l’hanno governata, con le idee che ne hanno orientato lo sviluppo e con le forme artistiche e culturali attraverso cui ha rappresentato se stessa nel corso del tempo.

Da sola, nessuna singola istituzione avrebbe potuto aspirare a realizzare un progetto così concepito. Per questa ragione la mostra è il risultato di una collaborazione nuova e, per molti aspetti, eccezionale tra tre grandi musei dello Stato: il Museo Nazionale Romano, il Parco archeologico del Colosseo e il VIVE - Vittoriano e Palazzo Venezia. Sotto l’egida del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, i tre istituti hanno costruito un percorso unitario, mettendo in comune competenze scientifiche, esperienze professionali, progettualità e collezioni: la maggior parte delle monete esposte proviene dal Medagliere del Museo Nazionale Romano, una delle raccolte più importanti al mondo, da poco riaperto al pubblico e al centro di un importante progetto di digitalizzazione. 

Ma lo spirito di collaborazione si è esteso ben oltre i tre soggetti promotori. Decine di istituzioni pubbliche e private hanno contribuito alla realizzazione della mostra, dagli altri grandi musei dello Stato ai Musei Vaticani, dalla Sovrintendenza Capitolina a musei civici come quelli di Bologna o di Como, dalle fondazioni, alle gallerie, fino ai collezionisti e agli artisti. Viste tutte insieme, le oltre centosessanta opere in prestito testimoniano concretamente la vitalità del sistema culturale italiano e la forza che è capace di sprigionare, quando agisce come un’unica rete. Altrettanto importante è stato il contributo del mondo della ricerca e dell’accademia. 

Il progetto è stato sviluppato attraverso il dialogo costante con specialisti appartenenti a differenti ambiti disciplinari. Storici, archeologi, numismatici, storici dell’arte e studiosi della cultura materiale hanno contribuito a definire e plasmare il percorso, nella convinzione che soltanto l’incontro tra saperi diversi possa restituire la complessità dei fenomeni. Il lavoro del comitato scientifico e la collaborazione con l’Istituto Italiano di Numismatica rappresentano, sotto questo profilo, componenti essenziali dell’iniziativa. La mostra si articola in tre grandi sezioni cronologiche: il Museo Nazionale Romano accoglie il mondo antico, il Parco archeologico del Colosseo il Medioevo, il VIVE - Vittoriano e Palazzo Venezia l’età moderna e contemporanea. 

Benché ciascuna sezione possa essere visitata autonomamente, tutte sono state concepite come parti di un progetto espositivo organico, in grado di restituire la storia di Roma attraverso un racconto unitario. A garantire questa unità contribuisce anzitutto una comune impostazione scientifica e narrativa. Le tre sezioni si articolano complessivamente in venticinque capitoli dedicati ad altrettanti momenti significativi della storia della città. Pur nella diversità dei contesti affrontati, ciascun capitolo è costruito secondo il medesimo principio. 

Il racconto prende avvio da una singola moneta che, come si diceva all’inizio, funziona come una sorta di macchina del tempo. Quel tempo è poi restituito attraverso opere d’arte, testimonianze di cultura materiale, testi di approfondimento e strumenti digitali, concepiti come supporti alla visita e all’approfondimento. Le opere esposte concorrono a costruire il significato del racconto, ampliando la prospettiva suggerita dalla moneta e restituendo la complessità del contesto storico e culturale cui essa appartiene. In questo modo il visitatore è accompagnato in un percorso che procede dal particolare al generale, dal minuscolo oggetto al mondo che esso è in grado di evocare. 

La moneta costituisce il punto di partenza; il suo orizzonte è sempre una realtà più vasta. La medesima logica informa anche l’identità visiva della mostra, progettata dallo Studio Tassinari/Vetta. Pur rispettando le specificità delle singole sedi e dei differenti contenuti, il progetto grafico contribuisce a restituire l’immagine di un’unica esposizione distribuita nello spazio e nel tempo. Le tre sezioni mantengono così una forte riconoscibilità individuale, ma si presentano al visitatore come parti di un medesimo percorso di scoperta. Questa impostazione risponde infine a una precisa idea di museo e di mostra. 

La ricerca scientifica costituisce il fondamento indispensabile di ogni progetto culturale; il suo esito naturale è la condivisione della conoscenza. Le mostre rappresentano ancora oggi uno strumento museologico efficace per rendere accessibili temi complessi e per mettere in relazione patrimoni, discipline e pubblici differenti. Per questa ragione Roma in moneta è stata concepita come un percorso capace di offrire molteplici livelli di lettura e di approfondimento. Lo specialista vi troverà materiali, confronti e interpretazioni; il visitatore non esperto potrà invece lasciarsi guidare dalla forza narrativa delle opere. In entrambi i casi, la mostra intende favorire un incontro diretto con la storia della città e con la straordinaria ricchezza del patrimonio culturale che essa ha prodotto nel corso dei secoli.