L'autore

Bartolomeo Pincellotti fu uno scultore originario di Carrara e attivo a Roma nella prima metà del XVIII secolo, dove situò il suo studio in via della Panetteria, l’antica Strada Nuova. Sebbene la sua personalità artistica sia rimasta a lungo marginale negli studi sulla scultura romana settecentesca, i documenti recentemente individuati da Brunetti consentono oggi di delinearne con maggiore precisione l’attività e il profilo professionale. Pincellotti appare infatti come un artista pienamente inserito nel panorama della committenza romana del tempo, spesso impegnato in cantieri di rilievo e legato a personalità eminenti della cultura e della politica ecclesiastica.

Lavorò frequentemente come collaboratore del celebre Pietro Bracci e partecipò a importanti cantieri promossi da committenze ecclesiastiche e aristocratiche, come quello in San Giovanni in Laterano dove realizzò nel 1733 le statue giacenti UmiltàObbedienza sul timpano dell’altare maggiore della cappella Corsini e tra il 1734 e il 1736 il San Giovanni Battista per la balaustra della facciata orientale.

Tra le sue opere più significative si distingue la statua di San Pietro Orseolo eseguita nel 1734 per il cardinale Angelo Maria Querini nel cortile di Palazzo Venezia a Roma. L’opera mostra alcuni tratti tipici del suo stile: una composizione solenne, panneggi ampi e superfici mosse da pieghe taglienti dall’effetto quasi metallico. Tali caratteristiche si ritrovano anche in altre importanti opere realizzate dall’artista nel San Gregorio Magno della chiesa di Nostra Signora e Sant’Antonio a Mafra e nell’Alessandro VIII commissionato da Annibale Albani per Urbino.

Pincellotti operò inoltre in stretta collaborazione con il padre Francesco, scalpellino specializzato negli intagli lapidei e nelle iscrizioni monumentali. Le recenti ricerche documentarie hanno contribuito a restituire maggiore importanza alla figura dell’artista, evidenziandone il ruolo nel panorama della scultura romana del Settecento.

Alessia Dessì