La mostra

«Questa mostra parte da un dipinto per raccontare la vita delle donne a Firenze nel Rinascimento e gli oggetti della loro quotidianità, dai tessuti ai vetri, dalle ceramiche ai mobili. Un ruolo centrale è dunque affidato alla grande produzione artigiana, allora parte dello stesso universo di pittura e scultura. Il VIVE ne prosegue la valorizzazione, anticipando il percorso stabile di Palazzo Venezia dedicato al cosiddetto "Fatto in Italia", dal Medioevo alle soglie del Made in Italy, e avviando un sistema di relazione con i musei specializzati, da Prato a Montelupo, da Gambassi a Vicenza»

Edith Gabrielli, direttrice del VIVE e curatrice della mostra

Nelle sue undici sezioni il percorso di mostra segue tre linee concatenate e interdipendenti.

→ La Maddalena di Piero di Cosimo
L'opera è indagata sotto il profilo iconografico e stilistico, inserita nel percorso dell'artista e letta nelle sue coordinate culturali.

→ Le donne fiorentine del Rinascimento 
Dalla nascita e dall'educazione alla vita religiosa, dal matrimonio e dalla maternità alla gestione della casa, dalla devozione alle occupazioni fuori e dentro l'ambiente domestico fino alla cura del corpo.

→ Le arti decorative nel Rinascimento italiano 
La straordinaria qualità estetica e tecnica delle cosiddette arti decorative nell'Italia del Rinascimento, dove un tessuto, una brocca, un gioiello erano parte integrante dello stesso universo culturale e produttivo di un dipinto o di una scultura.

Documenti e oggetti

Il racconto è affidato ad oltre sessanta tra documenti e oggetti prodotti a Firenze oppure importati dai principali centri della penisola, presenti grazie all'accordo appena siglato con la Direzione generale Archivi e al contributo di alcuni tra i più prestigiosi musei, archivi e biblioteche italiani.

Lettere, poesie e libri di conti scritti da donne celebri come Lucrezia Tornabuoni, la madre di Lorenzo il Magnifico, o quasi sconosciute come suor Paraclita dialogano così con manoscritti miniati da Gherardo di Giovanni o Attavante degli Attavanti, tessuti preziosi, vasellame, bicchieri e calici, coltelli, anelli e cassoni nuziali, altari in terracotta, gioielli e cofanetti. Oggetti che non illustrano soltanto, ma restituiscono una vita.

L'apparato multimediale

Un ricco apparato didattico digitale accompagna il visitatore: ventidue video-installazioni create per l'occasione e una sala multimediale che fa toccare con mano in che modo venivano realizzati gli oggetti esposti, le ceramiche, i vetri, i tessuti, i gioielli e, ovviamente, le tavole dipinte, rendendo visibile il lavoro, la tecnica, il sapere.

Palazzo Venezia e la rete dei musei

Palazzo Venezia, che conserva una delle principali collezioni italiane di arti decorative, si rivela il luogo ideale per questa iniziativa. La mostra rappresenta una tappa di avvicinamento al nuovo percorso stabile del piano nobile, a cura di Edith Gabrielli e Michele De Lucchi, dedicato alla grande tradizione artistica e artigiana della penisola, dal Medioevo fino alle soglie del Made in Italy.

In un contesto più ampio, l'esposizione risponde a una strategia di valorizzazione delle arti decorative promossa dal VIVE attraverso la creazione di una rete che coinvolge il Museo del Tessuto di Prato, il Museo della Ceramica di Montelupo, la mostra permanente "La produzione vetraria a Gambassi (secoli XIII-XVI)" e il Museo del Gioiello di Vicenza.

Entrare in questa mostra significa avvicinarsi alla vita delle donne del Rinascimento e ai loro oggetti. Un'esperienza che restituisce concretezza a ciò che la storia ha reso distante, e che torna qui a farsi visibile.