Il 25 gennaio 1928 George Wurts morì a Roma; seguirono due donazioni che legarono il nome dei Wurts all’Italia e al suo patrimonio culturale: la prima è quella di Villa Sciarra che venne donata al Comune di Roma; la seconda avvenne dopo la morte della moglie di George, Henrietta Tower Wurts, nel 1933, quando nel suo testamento disponeva di lasciare tutta la collezione d’arte, soprattutto messa insieme dal marito, a Palazzo Venezia.
Con questa donazione il Museo che da poco era nato proprio nel palazzo rinascimentale, diede un respiro eterogeneo e multidisciplinare alla collezione, la quale vantava di una complessa varietà tipologica. Si componeva di argenti, dipinti, mobili, arazzi, bronzi e porcellane, modificando dunque l’originario disegno di un Museo che, concepito prevalentemente come “contenitore” di raccolte medioevali e rinascimentali, si andava trasformando in un museo destinato ad accogliere settori e tecniche diversificate e a dilatare i suoi limiti cronologici.










