Il restauro

L’intervento di restauro è stato progettato con una finalità conservativa delle superfici architettoniche storico–artistiche e con l’intento di ripristinarne le ottimali condizioni conservative, conferendo loro, inoltre, una presentazione estetica unitaria, rispettosa delle evidenze storiche, materiali e documentali, ai fini della piena godibilità di strutture e spazi. 

Dal punto di vista metodologico, si è optato per una pulitura finalizzata a rimuovere la presenza di sostanze estranee patogene, causa di degrado, e a sanare uno stato di fatto alterato. 

Al fine di evitare azioni lesive sul materiale, si è optato per operazioni ben calibrate e graduali, procedendo per fasi progressive su più campioni, consentendo all’operatore di verificare l’idoneità della tecnica prescelta e, allo stesso tempo, interrompere l’intervento ove necessario.

Le lavorazioni, attualmente ultimate sul lato ovest e in corso di esecuzione sul lato sud, vengono eseguite dall’alto verso il basso, iniziando dal coronamento merlato, il cui intonaco è stato sottoposto a revisione completa. L’osservazione attenta e ravvicinata, nelle prime fasi operative ha reso possibile constatare il buono stato di conservazione dell’intonaco originario sotto la rasatura posticcia; quest’ultimo si è rivelato decorato da leggeri solchi orizzontali e verticali incisi per simulare un paramento bugnato a opus quadratum. Avendo valutato che tale presentazione estetica originaria fosse più coerente con l’architettura dell’intero cortile, si è scelto di rimuovere la rasatura posticcia per ripristinare l’aspetto originario del coronamento. 

L'intonaco dei merli era interessato da lacune che sono state reintegrate e si è provveduto al riposizionamento, ove necessario, delle cuspidi lapidee di coronamento, sostituendo i tasselli lignei di fissaggio al supporto murario con nuovi perni in acciaio inox inghisati con resina. 
Come da progetto, sull’intera superficie di ciascun prospetto vengono eseguite le seguenti lavorazioni:

-Disinfezione da colonie di microrganismi autotrofi ed eterotrofi, mediante applicazione di biocida;
-Pulitura dell’intera superficie mediante idrolavaggio a bassa pressione, spugne e pennelli di martora;
-Pulitura localizzata dei depositi coerenti mediante impacchi di carbonato d’ammonio e rimozione meccanica;
-Rimozione di frammenti e parti distaccate dalla superficie lapidea;
-Incollaggio degli elementi staccati anche mediante perni in acciaio inox, inghisati con resina;
-Consolidamento di lesioni e fessurazioni mediante iniezione o con spatola di miscela adesiva;
-Integrazione di lacune, cavità e giunti negli elementi in travertino, eseguita tramite stuccatura mediante l’utilizzo di inerti miscelati con calce;
-Scialbatura delle superfici lapidee ed intonacate con latte di calce diluito al 50%;
-Armonizzazione cromatica di tutte le superfici mediante velatura con acqua di calce pigmentata;
-Trattamento protettivo finale mediante applicazione a pennello di prodotto ai silossani.

Eleonora Bologna Provinciali, Marco Pistolesi, Susanna Sarmati

01 06