Il restauro delle Sale monumentali risulta di particolare complessità per la presenza di numerosi agenti di degrado e per la stratificazione degli interventi che si sono susseguiti nel tempo. I soffitti lignei, in particolare, a causa di antiche perdite d’acqua, presentavano le pannellature lignee deformate, numerose macchie scure soprattutto nella zona perimetrale e le superfici dorate ricoperte da una vernice opaca.
Quanto alle pareti, nella Sala delle Battaglie si rilevavano ampi distacchi dell’intonaco dalla muratura – alcuni dei quali erano stati malamente sistemati durante un precedente intervento –, ridipinture in pittura acrilica che nascondevano del tutto la cromia originale e un denso strato di polvere e depositi compatti. Ancora più complessa la situazione nella Sala del Mappamondo: qui le pareti sono dei veri e propri palinsesti, in cui ad ampi lacerti del XV secolo si sovrappongono interventi successivi, in particolare quelli del Novecento, realizzati sotto la guida di Federico Hermanin.
Il restauro è stato pensato, nel rigoroso rispetto dei principi metodologici del restauro italiano, per restituire piena leggibilità agli apparati decorativi, senza però cancellare le tracce della storia del palazzo. Alla fine di aprile 2026 sono giunti quasi al termine gli interventi sui due soffitti. Le operazioni di pulitura, in particolare, hanno dato risultati sorprendenti, facendo riemergere la luminosità originaria dell’oro e restituendo profondità e brillantezza all’insieme.
Contemporaneamente sono in corso le attività sulle pareti della Sala delle Battaglie, ovvero il consolidamento degli intonaci, la pulitura delle superfici e la reintegrazione delle lacune. A breve inizierà l’intervento sulle pareti della Sala del Mappamondo e, a seguire, sui pavimenti: ultima a essere restaurata sarà la Sala Regia.










