Visione di san Bernardo
Francesco Ubertini detto il Bachiacca 1523-1525
Il piccolo dipinto su tavola, raffigurante l’apparizione della Vergine e del Bambino a san Bernardo, era forse in origine uno degli scomparti di una predella. L’autore dell’opera, il pittore fiorentino Bachiacca, è ricordato da Giorgio Vasari (1568) per la sua bravura nel “fare figure piccole“, come si vede in questa tavola, nella quale il santo, nonostante le dimensioni, appare monumentale nel suo ampio panneggio, ricco di passaggi chiaroscurali. L’originale inquadratura della scena, basata su una solida costruzione prospettica, suggerisce un’ambientazione che travalica i confini dell’opera.
Il piccolo dipinto su tavola, raffigurante l’apparizione della Vergine e del Bambino a san Bernardo, era forse in origine uno degli scomparti di una predella. L’autore dell’opera, il pittore fiorentino Bachiacca, è ricordato da Giorgio Vasari (1568) per la sua bravura nel “fare figure piccole“, come si vede in questa tavola, nella quale il santo, nonostante le dimensioni, appare monumentale nel suo ampio panneggio, ricco di passaggi chiaroscurali. L’originale inquadratura della scena, basata su una solida costruzione prospettica, suggerisce un’ambientazione che travalica i confini dell’opera.
Dettagli dell’opera
Scheda di catalogo
Seduto in un portico aperto verso un paesaggio naturale, Bernardo di Chiaravalle, con il libro in mano, riceve l’apparizione della Vergine con il Bambino affioranti dalle nuvole, mentre dietro di lui, in lontananza, il diavolo è raffigurato legato e sconfitto.
L’attribuzione dell’opera a Francesco Ubertini detto il Bachiacca (1494-1557), segnalata da Venturi quando ancora il dipinto si trovava in Collezione Sterbini (Venturi 1905, pp. 434-435; Venturi 1906, pp. 133-135, n. 32), è stata unanimemente accolta dalla critica, che vi ha riconosciuto i tratti del maestro fiorentino nel vivace contrasto cromatico tra i toni freddi del paesaggio e il vibrato chiaroscuro dell’abito di san Bernardo, e nella spiccata attitudine narrativa, sottolineata dalla posizione del santo che, colto da stupore, sembra in procinto di muoversi (Capretti 1990, p. 158).
La scelta di Bachiacca di raffigurare l’episodio della Visione all’interno di un portico si ispira probabilmente all’ambientazione di un’opera di analogo soggetto realizzata diversi anni prima dal suo primo maestro, Pietro Perugino, e oggi conservata all’Alte Pinakothek di Monaco; a questo dipinto e alla Visione di san Bernardo di Fra Bartolomeo degli Uffizi (1504-1507) rimandano inoltre la gestualità del santo e la sua raffigurazione di profilo.
È invece alle incisioni tedesche, e in particolare alla stampe di Luca di Leyda, che Bachiacca attinge per descrivere il panneggio del santo, animato da pieghe increspate (Capretti 1990, p. 158; The Illustrated Bartsch, XII, 1981, p. 161, n. 29).
Il gruppo della Vergine e del Bambino, memore della Madonna Dudley di Donatello (Londra, Victoria & Albert Museum), ricalca con precisione un dipinto dello stesso soggetto di Francesco Granacci (New York, Metropolitan Museum) e sarà ripreso da Bachiacca in altre sue composizioni (Venturi 1905, pp. 434-435; Nikolenko 1966, p. 45; Sale 1981, pp. 89-100; La France 2005, p. 183).
Bernard Berenson (1963, I, p. 20) ipotizzò che la piccola tavola facesse parte di una predella insieme a un San Francesco che riceve le stimmate (già Londra, collezione Lee of Fareham), alla quale fu successivamente ricollegato anche un San Girolamo penitente passato all’asta a Brescia nel 1992 (Gallerie d’arte Armondi 1992, n. 9), una ricostruzione che tuttavia non è stata accolta unanimemente dalla critica (La France 2005, p. 183).
Si è ritenuto che il dipinto in esame sia stato eseguito durante un possibile soggiorno romano di Bachiacca nel 1524-1525, a cui farebbero riferimento l’architettura, desunta dal chiostro bramantesco di Santa Maria della Pace (Abbate 1965, p. 42), e il demone, ispirato al Laocoonte (Venturi 1905, p. 435; Venturi 1906, p. 133) anche se una figura analoga è già presente nella predella con le Storie di sant’Acacio degli Uffizi del 1521 (La France 2005, p. 183). I rimandi a quest’ultima e la vicinanza stilistica con i pannelli dipinti da Bachiacca per l’anticamera Benintendi a Firenze del 1523 circa (la Leggenda del figlio re di Dresda e il Battesimo di Cristo di Berlino) consentono di datare il dipinto intorno alla metà degli anni venti del Cinquecento.
Francesca Mari
Scheda pubblicata il 12 Giugno 2025
Stato di conservazione
Buono.
Restauri e analisi
1946: restauro eseguito da Carlo Matteucci.
Provenienza
Roma, Collezione Giulio Sterbini;
Roma, Collezione famiglia Lupi, post 1911;
Roma, Collezione Giulio Armenise, 1940;
Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, dal 1940.
Esposizioni
Firenze, Certosa, Pinacoteca, Bernardo di Chiaravalle nell’arte italiana, dal XIV al XVIII secolo, 9 giugno-9 settembre 1990.
Bibliografia
Venturi Adolfo, La quadreria Sterbini di Roma, in «L’arte», 1905, pp. 423-440;
Venturi Adolfo, La Galleria Sterbini in Roma, Roma 1906, pp. 133-135, n. 32;
Venturi Adolfo, Storia dell’arte italiana, IX, I, Milano 1925, p. 473;
Salvini Roberto, in Allgemeines Lexikon der Bildenden Künstler, XXXIII, Leipzig 1966, p. 522;
Santangelo Antonino (a cura di), Museo di Palazzo Venezia. Catalogo. 1. Dipinti, Roma 1947, p. 17;
Zeri Federico (a cura di), Catalogo del Gabinetto Fotografico Nazionale. 3. I dipinti del Museo di Palazzo Venezia in Roma, Roma, 1955, p. 5, n. 8;
Berenson Bernard, Italian Pictures of the Renaissance. Florentine School, London, 1963, p. 20;
Abbate Francesco, L’attività giovanile del Bachiacca, in «Paragone», 189, 1965, p. 42;
Nikolenko Lada, Francesco Ubertini Called il Bacchiacca, New York 1966, p. 45;
Sale, in Rosenthal Gertrude (a cura di), Italian Paintings XIV-XVIII Centuries from the Collection of The Baltimore Museum of Art, Baltimore, 1981, p. 95;
The Illustrated Bartsch, XII, New York 1981;
Capretti, in Dal Prà Laura (a cura di), Bernardo di Chiaravalle nell’arte italiana, dal XIV al XVIII secolo, catalogo della mostra (Firenze, Certosa, Pinacoteca, 9 giugno-9 settembre 1990), Firenze 1990, pp. 158-159, n. 30;
Gallerie d’arte Armondi, Antologia di Maestri Antichi, Brescia 1992, n. 9;
La France Robert G., Bachiacca. Artist of the Medici Court, Firenze 2008, pp. 66, 182-183, 185, 249, n. 37.










