Orologio a mappamondo

Ambito tedesco Terzo quarto del XVII secolo

In mostra presso Palazzo Venezia

Il globo terrestre, bipartito in senso trasversale da una fascia oraria in numeri romani, è sostenuto da un piedistallo bronzeo a volute fogliate. Sulla piastra di base è inserita una bussola circolare, con piccolo pendolo e gnomone ripiegabile, mentre l’anello dell’orizzonte reca incisi i segni zodiacali. Alla sommità del cerchio meridiano è disposto il quadrante delle fasi lunari. L’orologio è corredato di chiave. L'opera è ascrivibile all'ambito tedesco di tardo Seicento.

Il globo terrestre, bipartito in senso trasversale da una fascia oraria in numeri romani, è sostenuto da un piedistallo bronzeo a volute fogliate. Sulla piastra di base è inserita una bussola circolare, con piccolo pendolo e gnomone ripiegabile, mentre l’anello dell’orizzonte reca incisi i segni zodiacali. Alla sommità del cerchio meridiano è disposto il quadrante delle fasi lunari. L’orologio è corredato di chiave. L'opera è ascrivibile all'ambito tedesco di tardo Seicento.

Dettagli dell’opera

Denominazione: Orologio a mappamondo Ambito Ambito tedesco Data oggetto: Terzo quarto del XVII secolo Materiale: Bronzo Tecnica: Fusione, Incisione, Cesellatura, Argentatura Dimensioni: altezza 15 cm; larghezza 9,5 cm
Tipologia: Bronzi Acquisizione: 1963 Luogo: Palazzo Venezia Numero inventario principale: 10874

L’orologio a mappamondo, datato all’anno 1674, è contrassegnato dal monogramma “A.F.”, ancora insoluto. Antonino Santangelo (1964, p. 48) lo confrontava con la sfera sorretta da Urania in un orologio figurato realizzato da Paulus Schiller intorno al 1620 e conservato nel Germanisches Nationalmuseum di Norimberga (Maurice 1976b, n. 379, p. 55). Pietro Cannata (2011, pp. 172-173) ha proposto l’attribuzione a una ignota manifattura tedesca, inserendo l’oggetto nella cospicua serie di globi metallici, terrestri e celesti, elaborati in ambito nord europeo tra il XVI e il XVII secolo. Dei numerosi esemplari citati, si ricordano l’orologio con globo terrestre realizzato da Georg Roll e Johannes Reinhold nel 1586 per la kunstkammer del principe elettore Cristiano I a Dresda, nonché il "Globo sidero, con movimento di orologeria" in bronzo dorato, elaborato a Kassel da Jost Burgi nel 1580. Tali manufatti si distinguono per la complessità decorativa dei supporti, come l’orologio a globo celeste realizzato alla fine del XVI secolo per Filippo V conte di Hanau-Lichtenberg (Maurice 1976a, n. 256, pp. 44-45). La produzione di oggetti “multifunzionali” afferenti a questa tipologia si fonda sulla cooperazione tra tecnici e artigiani specializzati, impegnati secondo un progetto unitario nell’elaborazione dei supporti, nell’incisione delle mappe e nel perfezionamento di congegni meccanici sofisticati (Hauschke 2007, pp. 216-218). Tra Cinque e Seicento, la notevole richiesta di strumenti scientifici, a scopo didattico e collezionistico, corrisponde al crescente interesse diffuso in Europa per le scoperte geografiche e astronomiche ancora in corso di acquisizione (Hofmann 2019, p. 170). La cartografia incisa sul globo terrestre del Museo di Palazzo Venezia – sebbene "molto sommaria e imprecisa" (Santangelo 1964, p. 48) – presuppone la conoscenza del planisfero incluso nel Theatrum Orbis Terrarum di Abraham Ortelius (Anversa, 1570), di cui ripropone le iscrizioni esplicative e le raffigurazioni ornamentali (Elkhadem 1998, pp. 31-42).

Daria Gastone

Scheda pubblicata il 16 Ottobre 2025

Discreto. Ossidazione.

In corrispondenza del Polo Sud: «A. F./ Ao 1674»;
sul quadrante apicale: «MARTEL» (?).

Collezione Giacinto Auriti, 1963.

Scheda inventariale dattiloscritta, P.V. 10874, s.n., s.d., Archivio del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia;
Santangelo Antonino, La collezione Giacinto Auriti. Piccoli bronzi placchette incisioni oggetti di uso, bozza dattiloscritta, p. 46, Archivio del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia;
ICCD OA, NCTN 1200865125, compilatore Dell’Ariccia A., 2004.

Santangelo Antonino, Museo di Palazzo Venezia. La Collezione Auriti, Roma 1964, p. 48;
Maurice, in Maurice Klaus, Die deutsche Räderuhr, II, München 1976, p. 55, n. 379, (Maurice 1976a);
Maurice, in Maurice Klaus, Die deutsche Räderuhr, II, München 1976, pp. 44-45, n. 256, (Maurice 1976b);
Elkhadem Hossam, La naissance d’un concept: Le Theatrum Orbis Terrarum d’Ortelius, in Karrow Robert W., Abraham Ortelius (1527-1598) cartographe et humaniste, Turnhout 1998, pp. 31-42;
Hauschke Sven, Goldschmiede als Hersteller wissenschaftlicher Instrumente und Geräte, in Tebbe Karin, Nürnberger Goldschmiedekunst 1541-1868, II, catalogo della mostra (Nürnberg, Germanischen Nationalmuseum, 20 settembre 2007-13 gennaio 2008), Nürnberg 2007, pp. 216-232;
Cannata, in Cannata Pietro, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia. Sculture in bronzo, Roma 2011, pp. 172-173, n. 193;
Hofmann Catherine, Pouvoir, savoir et vanité: la polysémie du globe dans les arts en Occident (XVIe-XVIIe siècles) in Hofmann Catherine, Nawrocki François, Le monde en sphères, catalogo della mostra (Parigi, Bibliothèque nationale de France, 16 aprile-21 luglio 2019), Paris 2019, pp. 170-177.

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