Corsaletto da piede
Michael Witz il giovane Metà del XVI secolo
Corsaletto da fante composto da borgognotta crestata e buffa rimovibile a lame collassanti, busto costolato a mezzeria dotato di resta, spallacci e bracciali, manopole a mittene, lunghi scarselloni a lame articolate terminanti col ginocchiello e braghetta tronco conica. Le superfici sono decorate con bande contornate da fogliami lasciate bianche su fondo annerito.
Corsaletto da fante composto da borgognotta crestata e buffa rimovibile a lame collassanti, busto costolato a mezzeria dotato di resta, spallacci e bracciali, manopole a mittene, lunghi scarselloni a lame articolate terminanti col ginocchiello e braghetta tronco conica. Le superfici sono decorate con bande contornate da fogliami lasciate bianche su fondo annerito.
Dettagli dell’opera
Scheda di catalogo
Il corsaletto era destinato a un comandante di fanteria, gli esemplari per i soldati di rango inferiore presentavano infatti una decorazione a bande bianche e nere più semplici. La resta sul lato destro del petto è da considerarsi un'aggiunta posteriore. Anche le manopole a mittene, prodotte nell'area di Norimberga, non paiono pertinenti e, come notano sia di Carpegna (di Carpegna 1969, p. 4) sia Scalini (Scalini 2018, p. 136), vanno retrodatate di qualche anno sebbene non sia da escludere che l'aggiunta sia avvenuta in epoca d'uso. La marca "W" punzonata sul retro del coppo indica come autore del pezzo Michael Witz il giovane, attivo a Innsbruck dal 1538 al 1583 di cui restano lavori a Churburg e all'arsenale di Graz (Thomas, Gamber 1954, p. 70. p. 81, nn. 110-111, 119; Krenn 1987, p. 22). Nell'armeria Trapp a Churburg esiste un corsaletto marcato molto simile (inv. CHS 117), che presenta sul petto i fori per la resta, fatto che porterebbe a pensare che tale corsaletto così come quello in esame potesse essere usato sia da piede sia da cavallo. La braghetta, o protezione inguinale, venne di moda alla metà del Cinquecento ma più che per garantire la protezione del guerriero era intesa come un vezzo di stile così come parallelamente avveniva nella moda maschile civile del tempo. La verniciatura nera che contraddistingue questa tipologia di corsaletti, oltre ad avere un'importante finalità estetica, permetteva una migliore protezione contro l'ossidazione e questo ha fatto sì che molte armature trattate in questo modo giungessero fino a oggi in eccellenti condizioni. Altri esemplari confrontabili a quello in esame sono il corsaletto di Sebastian Schmid di Graz, a Churburg, quello conservato nel Musée de la Porte de Hal a Bruxelles ma anche diversi esemplari conservati al Museo Stibbert di Firenze, fra cui spicca quello (inv. 162) che presenta una configurazione di pezzi paragonabile.
Riccardo Franci
Scheda pubblicata il 12 Giugno 2025
Stato di conservazione
Buono. In alcuni punti le superfici presentano alterazioni da vecchie ossidazioni, alcune parti annerite presentano abrasioni e cadute di vernice. Le cinghie presentano i rivestimenti sfibrati con strappi e lacerazioni.
Stemmi emblemi e marchi
Sul retro del coppo si vede la marca W
Provenienza
Collezione Odescalchi, fino al 1959;
Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, 30 giugno 1959.
Esposizioni
Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, Antiche armi dal sec. IX al XVIII. Già Collezione Odescalchi, maggio-luglio 1969;
Roma, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, Belle e terribili. La collezione Odescalchi, 18 dicembre 2002 -23 marzo 2003;
Roma, Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo; Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, Armi e potere nell’Europa del Rinascimento, 26 luglio-11 novembre 2018.
Bibliografia
Thomas Bruno, Gamber Ortwin, Die Innsbrucker Plattnerkunst, catalogo della mostra (Innsbruck, Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, 26 giugno-30 settembre 1954), Innsbruck 1954;
di Carpegna Nolfo (a cura di), Antiche Armi dal Sec. IX al XVIII. Già Collezione Odescalchi, catalogo della mostra (Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, maggio-luglio 1969), con schede a cura del curatore, Roma 1969, p. 4-5, n. 8;
di Carpegna Nolfo, Le armi Odescalchi, Roma 1976, pp. 4-5;
Krenn Peter, Harnisch und Helm. Landeszeughaus Graz am Steiermärkischen Landesmuseum Joanneum, Graz 1987;
Barberini Maria Giulia (a cura di), Belle e terribili. La collezione Odescalchi. Armi bianche e da fuoco, catalogo della mostra (Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, 18 dicembre 2002-23 marzo 2003), Roma 2002, p. 10;
Scalini, in Scalini Mario (a cura di), Armi e potere nell’Europa del Rinascimento, catalogo della mostra (Roma, Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo; Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, 26 luglio-11 novembre 2018), Cinisello Balsamo 2018, p. 136, n. IV.13.










