Allegoria delle Arti
Manifattura de La Courtille di Parigi 1780 circa
Gruppo in biscuit a base circolare con quattro puttini seminudi su un basamento roccioso. Il putto al vertice del gruppo è colto nell'atto di scolpire un piccolo busto virile barbuto, disposto sopra il rocco di una colonna. Gli altri puttini hanno come attributi due poderosi volumi, un globo terrestre e un sacco. L'opera è riconducibile alla produzione della manifattura parigina de La Courtille databile ai decenni finali del Settecento.
Gruppo in biscuit a base circolare con quattro puttini seminudi su un basamento roccioso. Il putto al vertice del gruppo è colto nell'atto di scolpire un piccolo busto virile barbuto, disposto sopra il rocco di una colonna. Gli altri puttini hanno come attributi due poderosi volumi, un globo terrestre e un sacco. L'opera è riconducibile alla produzione della manifattura parigina de La Courtille databile ai decenni finali del Settecento.
Dettagli dell’opera
Scheda di catalogo
Su un alto basamento roccioso quattro putti circondano il tronco di una colonna scanalata. Al vertice della composizione uno dei genietti è al lavoro su un busto virile barbuto; gli altri tre recano ciascuno un diverso attributo. Grazie all'impressione del marchio con le due torce incrociate è possibile attribuire il biscuit in esame a una delle fabbriche di porcellana più antiche di Parigi, ovvero la manifattura Locré, fondata da Jean Baptiste Locré de Roissy nel 1773 e nota anche col nome de La Courtille dal quartiere parigino scelto come sede, con indirizzo in rue de la Fontaine-au-Roi. Lo stesso fondatore aveva denominato la sua fabbrica “manifacture de porcellaine allemande” e la stretta somiglianza con la produzione della fabbrica di Meissen era il suo punto di forza.
Il gruppo qui presentato, di bella pasta e gradevole modello, è prodotto tipico dell’attività de La Courtille, ovvero di una fabbrica di medie dimensioni specializzatasi nell’esecuzione di "figures en biscuits pour orner les salons et pour les desserts" (de Plinval de Guillebon 1972, p. 254).
La realizzazione di biscuits costituisce fin da subito un capitolo importante dell’attività della manifattura, infaticabile nell’assimilare i suggerimenti più disparati provenienti dalla cultura artistica coeva. Della produzione ceramica, quella delle figurine in biscuit resta la sua espressione più alta; artisti per lo più per noi ancora senza nome squadernano invenzioni poeticissime, giocose e fin scanzonate, in gara – al pari di tutte le altre fabbriche di porcellane di Parigi – con la perfezione e l’eleganza delle statuine di Sèvres.
La raffigurazione di putti, sotto le svariate spoglie di spiritelli, amorini, genietti o cherubini, fa parte di una tradizione iconografica consolidata che, traendo ispirazione dall’arte antica romana e trovando ampia diffusione soprattutto a partire dal Rinascimento, dilaga poi durante il Seicento, riempiendo palazzi e chiese. Il gruppo in esame incarna molto efficacemente lo spirito rocaille: tre puttini sono disposti attorno alla base di una colonna, mentre un quarto genietto lavora di martello e scalpello su un busto barbuto, posto su un cippo. L’idea di una composizione piramidale composta da putti a simboleggiare le varie arti o attività umane non è del tutto inconsueta nella porcellana dell’ultimo quarto del Settecento; per esempio, nella Montagna delle arti e delle scienze, uno dei più grandi gruppi di figure realizzati presso la manifattura tedesca di Höchst dal maestro scultore Johann Peter Melchior, i putti rappresentano le allegorie della Pittura, della Scultura, dell'Architettura, della Musica, della Geografia e dell'Astronomia (Meister, Reber 1980, p. 166, fig. 287).
Pur nella riduzione del numero delle allegorie, oltre alla Scultura si riconosce qui con chiarezza almeno l’Astronomia con il globo terrestre. Del resto, nel 1777 la direzione artistica della fabbrica de La Courtille (nonché la proprietà, dieci anni dopo) viene affidata al famoso modellista di origine tedesca Laurent o Laurentius Russinger, già attivo come capo dell'atelier di scultura proprio presso la manifattura di porcellane con sede a Höchst in Germania, il primo a produrre gruppi di figure in porcellana nella manifattura di Locré. Il modellatore operoso per la manifattura de La Courtille dimostra così che anche a Parigi si producono analoghi manufatti di valore simbolico, sebbene realizzati con differente sensibilità plastica e atmosferica, con tutt’altra chiarezza compositiva. L’alta qualità della materia, unita all’eccellenza dell’esecuzione e della resa attenta dei particolari, fanno del nostro gruppo un prodotto tipico di questa piccola ma raffinata manifattura.
Giovanni De Girolamo
Scheda pubblicata il 16 Ottobre 2025
Stato di conservazione
Discreto. Di alcuni putti mancano mani e attributi; tracce di restauri eseguiti in epoca imprecisata.
Stemmi emblemi e marchi
Due torce incrociate e la lettera "W" incise nella pasta, sotto la base.
Provenienza
Roma, Collezione Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara, 1921;
Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, 1921.
Bibliografia
Plinval de Guillebon Régine de, Porcelaine de Paris, 1770-1850, Fribourg 1972;
Meister Peter Wilhelm, Reber Horst, Europäisches Porzellan, Stuttgart 1980;
Casanova Maria Letizia, Le porcellane europee del Museo di Palazzo Venezia, Roma 2004, p. 212.










