Adorazione dei pastori

Francesco De Mura 1750-1752

In mostra presso Palazzo Venezia

Il dipinto raffigura l’Adorazione dei pastori, soggetto proposto più volte da Francesco De Mura. La tela del Museo di Palazzo Venezia appare strettamente collegata alla pala d’altare eseguita per la chiesa di Santa Maria di Betlemme a Napoli, oggi nel Palazzo Reale. È possibile datare il dipinto successivamente al 1750, quando la sua pittura assume cromie più luminose, distanziandosi dal chiaroscuro del suo maestro Francesco Solimena che ancora caratterizza la pala napoletana.

Il dipinto raffigura l’Adorazione dei pastori, soggetto proposto più volte da Francesco De Mura. La tela del Museo di Palazzo Venezia appare strettamente collegata alla pala d’altare eseguita per la chiesa di Santa Maria di Betlemme a Napoli, oggi nel Palazzo Reale. È possibile datare il dipinto successivamente al 1750, quando la sua pittura assume cromie più luminose, distanziandosi dal chiaroscuro del suo maestro Francesco Solimena che ancora caratterizza la pala napoletana.

Dettagli dell’opera

Denominazione: Adorazione dei pastori Autore: Francesco De Mura Data oggetto: 1750-1752 Materiale: Tela Tecnica: Olio su tela Dimensioni: altezza 190 cm; larghezza 104 cm
Tipologia: Dipinti Luogo: Palazzo Venezia Numero inventario principale: Senza numero di inventario

Il tema dell’Adorazione dei pastori è stato più volte affrontato da Francesco De Mura (1696-1782), tanto in commissioni pubbliche per chiese napoletane quanto per dipinti destinati al collezionismo privato, come è il caso della versione del Museo Nazionale di Palazzo Venezia. 
Il soggetto è riproposto dal pittore attraverso varie composizioni di formato sia orizzontale (per esempio quella di Airola, presso Benevento, nella sacrestia della chiesa dell’Annunziata) sia verticale (come la pala centinata per la chiesa di Santa Maria di Betlemme, oggi nel Palazzo Reale di Napoli). La tela romana, di formato verticale, è concepita con un senso ascensionale che schiaccia tutti i personaggi su un unico piano di profondità. Al centro la Vergine con il Bambino, circondata da un gruppo di astanti (tra cui san Giuseppe), che si apre a destra e a sinistra dei protagonisti e si protende verso il basso. Il registro superiore è occupato dalle presenze angeliche, che si librano in volo davanti a un’architettura classica in rovina. Il prototipo va individuato nella citata pala oggi nel Palazzo Reale di Napoli, databile ai primi anni quaranta, quando fu costruito l’altare su cui era collocata in Santa Maria di Betlemme. 
Oltre al dipinto di Palazzo Venezia sono note ulteriori derivazioni dalla pala napoletana. Presso la Southampton City Art Gallery si conserva una replica di dimensioni ridotte rispetto alla tela romana (inv. 177/1975, 139,1 x 99,6 cm); la minore altezza, tuttavia, deve imputarsi a un’evidente riduzione del dipinto effettuata nella parte alta che taglia di netto alcune figure angeliche. In origine, quindi, le due opere dovevano essere molto simili nelle loro dimensioni, data la minima differenza di larghezza (poco più di 4 cm). Molto vicino al dipinto inglese è poi l'esemplare noto attraverso la fotografia della Fototeca Zeri (inv. 123389), che, pur interrompendosi alla stessa altezza, non presenta figure tagliate. 
Una ulteriore versione, che differisce solo per minime varianti dall’Adorazione in esame (i fiori sul bastone di san Giuseppe, le pieghe del lenzuolo bianco sotto il Bambino, i tronchi di legno con cui è costruita la culla), è anch’essa nota unicamente attraverso una fotografia della Fototeca Zeri (inv. 123388), dove era segnalata in Collezione Villani a Bologna. 
Tutte queste opere sono stilisticamente molto vicine a un’altra redazione del soggetto eseguita nei primi anni cinquanta, insieme a una Visitazione, per la chiesa napoletana di San Nicola alla Carità (In the light of Naples 2016, p. 146, fig. 67), dove De Mura aveva già affrescato la cupola nel 1734 (Rizzo 1978, p. 105). All’interno di questa grande tela, di formato più largo (420×230) tornano, con atteggiamenti variati, gli stessi personaggi presenti nel dipinto del Museo di Palazzo Venezia e in quello di Southampton. La prossimità compositiva e stilistica dell’Adorazione dei pastori in esame ai due dipinti in San Nicola alla Carità consente di fissarne l’esecuzione tra il 1750 e il 1752, al pari della versione di Southampton (Blumenthal 2016, p. 160, fig. 75). L'Adorazione dei pastori di Palazzo Venezia mostra efficacemente le caratteristiche dello stile di De Mura a partire dagli anni cinquanta, quando la sua cromia va schiarendosi, con un netto affrancamento dal chiaroscuro predominante nella sua prima produzione, legata al magistero di Solimena. Questa evoluzione ben si comprende proprio confrontando il dipinto in esame con il suo prototipo oggi nel Palazzo Reale di Napoli, databile ai primi anni quaranta, connotato da un più deciso chiaroscuro, da cromie sature nonché dal tipo fisionomico della Vergine, ancora esemplato sui modelli di Solimena, come si vede ad esempio nell’Adorazione di Airola databile al 1727 circa (Rizzo 1978, pp. 98-99, fig. 7).

Vincenzo Stanziola

Scheda pubblicata il 16 Ottobre 2025

Buono.

Hermanin Federico, Il Palazzo di Venezia, Roma, 1948, p. 236, (come Francesco Solimena);
Rizzo Vincenzo, L’opera giovanile di Francesco De Mura, in «Napoli nobilissima: rivista di topografia ed arte napoletana», XVII, III, 1978, pp. 93-113;
Blumenthal Arthur R. (a cura di), In the Light of Naples. The Art of Francesco De Mura, catalogo della mostra (Winter Park, Florida, Cornell Fine Arts Museum, 17 settembre-18 dicembre 2016, London 2016.

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