Alla ricerca di un’“Eva” perduta: dalla tomba del doge Andrea Vendramin ai giardini Brenzoni sul Lago di Garda

CICLO: Ricerche in corso
RELATORE: Francesco Caglioti
DATA: Giovedì 2 Luglio, ore 18

La Villa Guarienti di Brenzone a Punta San Vigilio, sul Lago di Garda, è da quasi mezzo millennio una sorta di sorprendente museo antiquario all’aperto nel quale il fondatore, Agostino Brenzoni, ha allestito con sagacia varie zone tematiche intorno ad altrettante sculture procurate a Venezia tra gli avanzi delle più ammirate botteghe del primo Rinascimento e reimpiegate qui come pseudo-antiche senza toccarle, ma cambiandone i soggetti con la sola forza della parola poetica affidata alle targhe epigrafiche di corredo. Dopo aver dimostrato in passato che tre di questi marmi rimontano all’altare mai allestito di Giovanni Dalmata per la sala capitolare della Scuola Grande di San Marco a Venezia (1498-1500), l’autore illustra in questa occasione la provenienza di una “Venere” in marmo di Carrara dalla tomba del doge Andrea Vendramin già nella chiesa di Santa Maria dei Servi e oggi in quella dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia, opera celebratissima di Tullio Lombardo (1490-1495 circa) nella quale la statua avrebbe dovuto entrare, senza riuscirvi, come “Eva”.

Biografia

Francesco Caglioti è professore ordinario di Storia dell’Arte Medievale alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove svolge anche le funzioni di coordinatore del Dottorato di ricerca in Storia dell’arte. I suoi studi e le sue pubblicazioni riguardano in particolare il Tardo Medioevo e il Rinascimento italiani nei loro centri maggiori (Firenze, Siena, Lucca, Bologna, Milano, Padova, Venezia, Roma, Napoli, Messina, Palermo), con speciale attenzione alla scultura monumentale. Nel 2019 ha curato insieme al collega Andrea De Marchi (Università di Firenze) la mostra Verrocchio, il maestro di Leonardo per Palazzo Strozzi e il Museo Nazionale del Bargello a Firenze, e nel 2022 è stato curatore unico della mostra Donatello, il Rinascimento nelle due stesse sedi.