Il restauro della rotella da parata di Cosimo I de’ Medici ha rappresentato una sfida conservativa complessa, data la natura polimaterica dell’opera. Il manufatto è infatti costituito da un’anima in legno rivestita da cuoio dipinto, arricchita da decorazioni dorate impresse, borchiette e fibbie metalliche e da un’imbracciatura in tessuto profilata da filati d’oro. L’opera non era destinata all'uso bellico ma alla celebrazione del rango ducale mediceo nelle sfilate e nelle occasioni solenni.
Il manufatto presentava un quadro conservativo articolato, influenzato dalla presenza di materiali obsoleti ascrivibili a precedenti interventi di manutenzione e restauro. Sul fronte e sul retro, stratificazioni di vernici alterate occludevano la lettura della scena dipinta e le stuccature rigide impedivano la naturale traspirazione del cuoio. Questo conflitto meccanico ostacolava i movimenti della pelle rispetto al supporto ligneo, provocando disidratazione, sollevamenti e vistose lacerazioni. Inoltre, gli elementi metallici erano intaccati da processi corrosivi, mentre i tessuti e i preziosi galloni dell'imbracciatura mostravano strappi e depositi grassi.
Il restauro si è concentrato sulla rimozione selettiva dei materiali obsoleti e sul consolidamento delle strutture. Sia sul fronte che sul retro, le precedenti stuccature sono state rimosse tramite impacchi localizzati di acetone e asportazione meccanica a bisturi. Le deformazioni del cuoio sono state ridotte con un protocollo di umidificazione controllata tramite gel PVA e borace, fornendo al cuoio la plasticità necessaria per permettere la riadesione al supporto. Le nuove stuccature sono state eseguite con un impasto reversibile a base di polvere e polimeri derivati dalla cellulosa ed accordate cromaticamente.
Sulla scena dipinta, i test di polarità eseguiti per la pulitura chimica hanno rimosso la vernice applicata durante i precedenti interventi, svelando dettagli più nitidi della battaglia e la firma dorata dell'autore ("IOSTRADENSIS”). La presentazione estetica delle lacune pittoriche è stata risolta adottando la tecnica del tratteggio verticale ad acquerello, pienamente riconoscibile e reversibile. Infine, gli apparati metallici sono stati trattati meccanicamente e chimicamente e protetti con cera microcristallina, mentre gli apparati tessili instabili sono stati consolidati a cucito e protetti da un impercettibile velo protettivo in tulle di seta.